Solidarietà a Israele, ma la Lega…

21 Gennaio 2020 di fabio pizzul

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato una mozione della Lega con il titolo “Azioni per il contrasto dei fenomeni di antisemitismo” che, nel testo, è sostanzialmente una manifestazione di solidarietà a Israele e di condanna a chiunque osi criticare il governo israeliano.
Per questo il PD ha votato a favore della prima parte del documento, che chiede al governo di attivarsi perchè ci sia una definizione chiara di antisemitismo e il riconoscimento del diritto dello stato di Israele ad esistere. Il PD non ha partecipato, invece, al voto sulla parte di mozione che chiedeva l’esclusione da qualsiasi contributo pubblico delle associazioni che abbiano sottoscritto la campagna BDS di boicottaggio di Israele (ivi comprese, per citarne alcune, Fiom, Pax Christi o Servizio Civile Internazionale). La Lega ha rifiutato una proposta del PD che intendeva limitare dall’esclusione dai contributi i gruppi compresi nell’elenco ONU e UE delle organizzazioni terroristiche.
Vi trascrivo qui di seguito la traccia (praticamente integrale) del mio intervento in aula per il quale ringrazio tutti coloro che in questi giorni mi hanno mandato i loro suggerimenti (domani dovrei essere in grado di pubblicare anche il video)

1) Ben venga questo dibattito, perché l’antisemitismo è una questione molto seria anche in Italia. Ed è un’ottima notizia che proprio in queste ore – con un gesto che per una volta va oltre le “liturgie” un po’ vuote del 27 gennaio – il governo abbia deciso di istituire la figura del Coordinatore nazionale per la lotta all’antisemitismo e di affidare questo compito a una persona seria come Milena Santerini, che proprio con le iniziative del Binario 21 a Milano ha mostrato come non si possa separare la lotta all’antisemitismo da quella contro tutte le altre forme di intolleranza e discriminazione.

2) È evidente il gioco politico di Salvini e della Lega su Israele che non è iniziato oggi e questo mi imporrebbe di chiedere ragione del non voto in Parlamento sull’istituzione della cosiddetta commissione Segre. Ma il problema è oggi un altro.
Che cosa pensa davvero la Lega di Israele?
Quali sono i confini dello Stato di Israele. Quelli internazionalmente riconosciuti o – come nei fatti sostengono dalle parti della destra nazionalista ebraica – è l’intera area che va dal fiume Giordano al Mediterraneo? La Lega che cosa pensa del principio due Stati per due popoli? Che cosa pensa delle intenzioni di Netanyahu sull’annessione della Valle del Giordano? Pensa che l’ambasciata italiana dovrebbe stare a Tel Aviv o a Gerusalemme?
Un sostegno a un generico Israele, nei fatti, non esiste: è solo propaganda.

3) Non si può equiparare la critica, legittima al governo di Israele alla negazione del suo diritto ad esistere come stato.
Chi critica il governo non può essere considerato antisemita, chi nega il diritto ad esistere di Israele, nei fatti, lo è.

4) La storia ci dice che l’antisemitismo ha una significativa matrice di destra e che nasce anche da evidenti deviazioni del pensiero teologico cristiano, oltre che da falsi storici realizzati ad arte. E’ evidente che l’antisemitismo, oggi, appartiene a frange estreme di matrice diversa e spesso si traveste in modi diversi e non per questo meno pericolosi. E tutti, comunque, da condannare.

5) Non sono entusiasta di un’iniziativa come BDS. Ma si tratta di una risposta (opinabile) a una situazione di conflitto che perdura nei territori occupati e in tutto il territorio di Israele. Non si può associare a un generico antisemitismo associazioni e gruppi che, legittimamente, prendono le parti delle vittime di un conflitto che non è certo schierandosi acriticamente da una parte o dall’altra si potrà risolvere.

6) Con il nostro riferimento alla necessità di commemorare la figura di Yitzhak Rabin a 25 anni dalla sua morte. Vogliamo anche occuparci del necessario cammino di pace, tornando a dire che il diritto all’esistenza dello Stato di Israele e la promozione della pace sono due cose tra loro collegate. L’incertezza politica in Israele è enorme, come dimostrano le tre elezioni politiche in un anno. Mentre noi siamo qui a discutere su antisemitismo e antisionismo in Israele è in corso un processo il cui esito è destinato a definire che cosa sarà il sionismo del XXI secolo.
Non è questa la sede adatta, ma una riflessione sulle differenze tra il sionismo delle origini (quello di Herzl e dello stesso Ben Gurion) e quello propugnato oggi dalla destra nazionalista ebraica (amica di Salvini e Orban) sarebbe quanto mai importante da riproporre oggi anche qui da noi in Italia. Pensiamo, per esempio, a tutta la questione degli arabi israeliani, che oggi sono il 20% della popolazione di Israele e sono destinati a crescere ulteriormente. Sono anche loro Israele oppure no? 7) Oggi abbiamo la mostra dedicata alla brigata ebraica alla vigilia del Giorno della memoria. Un’iniziativa necessaria e meritoria. Nell’ottica di una memoria condivisa e plurale mi permetto allora di lanciare una proposta. Nel 2008 la Giunta di Regione Lombardia concesse il patrocinio alla mostra “Giusti dell’islam”, che venne realizzata dal Pime per raccontare le storie dimenticate di quei musulmani che durante la Shoah misero a rischio a propria vita per salvare quella di alcuni ebrei e per questo sono stati riconosciuti come Giusti tra le nazioni dallo Yad Vashem. Quella mostra (che ha girato molto per alcuni anni in scuole e centri culturali italiani ed esiste tuttora https://www.pimemilano.com/Slider-home/i-giusti-dell-islam.html) è un esempio interessante di come la battaglia contro l’antisemitismo abbia come primo obiettivo quello di unire tra loro le persone anziché dividerle.
La mostra non è mai stata ospitata in una sede di Regione Lombardia. Se vogliamo davvero contrastare l’antisemitismo e non utilizzarlo come occasione di speculazione politica, perché non prevediamo di ospitarla il prossimo anno in occasione del 27 gennaio

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