Un bando per la giustizia riparativa

8 Gennaio 2020 di fabio pizzul

Su “La Lettura”, il supplemento domenicale del Corriere della Sera, del 5 gennaio Glauco Giostra ha proposto un’interessante riflessione sulla giustizia e sulla funzione riabilitativa della pena. In una società sempre più propensa a considerare il carcere come un luogo in cui collocare e rendere inoffensivi i condannati, segregandoli, dopo averli magari “esibiti a mo’ di preda con raccapricciante compiacimento di Stato”, bisognerebbe ribadire che il recupero delle persone condannate è il miglior contributo possibile alla sicurezza della società. In questo percorso, può assumere un ruolo importante anche la giustizia riparativa, intesa come possibilità di ricostruire relazioni tra vittime e colpevoli. Un bando di Regione Lombardia apre interessanti prospettive in questa direzione.

Il bando cui faccio riferimento è denominato “Realizzazione di interventi di inclusione sociale mediante l’implementazione dei programmi di giustizia riparativa nei riguardi di giovani autori di reato, gruppi di popolazione detenuta vulnerabili, tutela e protezione delle vittime” e mette a disposizione 1 milione di euro dai fondi europei del POR FSE 14/20.
Possono essere finanziati interventi finalizzati a sostenere i percorsi di inclusione sociale degli autori di reato e una migliore tutela e protezione delle vittime tramite lo sviluppo di “servizi” a carattere pubblico, quali i programmi di “giustizia riparativa”, sostegno alle vittime e mediazione penale. L’obiettivo è favorire, nelle aree urbane, la creazione di contesti di coesione sociale che prevengano l’esclusione e l’emergere di situazioni critiche per gli autori e vittime di reato, attraverso la sperimentazione di programmi di giustizia riparativa e l’attivazione di risorse personali e di contesto.
Possono partecipare al bando I Comuni di Milano e della provincia, Bergamo, Brescia, Mantova, Varese, Pavia, Como e le Organizzazioni del Terzo Settore iscritte ai registri regionali o nazionali o ad analoghi elenchi regionali/nazionali, che abbiano maturato un’esperienza di almeno due anni nel campo della giustizia riparativa o della mediazione penale.

Il finanziamento massimo assegnabile per ogni progetto è pari all’80% del costo dei progetti territoriali e comunque non superiore a Euro 140.000. Il cofinanziamento a carico dei soggetti beneficiari è di almeno il 20% del costo di progetto.

La domanda di partecipazione al bando deve essere presentata esclusivamente online sulla piattaforma Bandi online all’indirizzo www.bandi.servizirl.it entro le ore 17.00 del 30/01/2020.

A questo link il bando completo.

Mi pare una bella occasione per chi ha a cuore la costruzione di una reale sicurezza sociale.

In una società sempre più contagiata da quello che potremmo definire “populismo forcaiolo”, iniziative come questa possono contribuire a cambiare il clima dell’opinione pubblica.
Chiudo citando nuovamente Glauco Giostra da “La Lettura”:

In una “democrazia dell’opinione pubblica” come l’attuale bisogna insomma trovare antidoti comunicativi che sappiano smascherare gli imbonitori, sfidandoli sul loro terreno preferito dell’insicurezza e della paura. Se si sapranno contrapporre accadimenti e slogan demistificatori (naturalmente sorretti dalla testarda realtà delle statistiche); se si saprà forgiare, per così dire, una demagogia costituzionalmente orientata, in grado di educare il popolo (nel senso etimologico di condurre) ai valori della Costituzione, gran parte della collettività potrebbe accogliere con favore una risposta penale che si faccia più credibilmente carico delle sue inquietudini, senza alimentare sentimenti di paura e di vendetta”.

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