Da Auchan a Conad, futuro incerto per almeno 3000 lavoratori

23 Dicembre 2019 di fabio pizzul

I lavoratori del gruppo Auchan hanno manifestato questa mattina sotto Palazzo Lombardia. Dopo l’annuncio di oltre 3000 esuberi da parte del gruppo Conad, che ha acquisito gran parte delle attività del gruppo francese in Italia, i lavoratori cercano certezze per il loro futuro. Il gruppo Conad, guidato dall’amministratore delegato Francesco Pugliese, ha già ceduto un parte dei punti vendita acquisiti, ma non ha ancora comunicato nulla sugli altri. I rappresentanti sindacali sono stati ricevuti questa mattina dall’assessore regionale al lavoro Rizzoli e chiedono un confronto con i vertici aziendali.

La Lombardia è la regione che potrebbe essere maggiormente colpita dalla razionalizzazione delle attività ex Auchan, si stima che almeno 2000 dei 3000 esuber annunciati possano riguardare punti vendita o sedi lombarde. Da qui la legittima preoccupazione dei lavoratori.
L’amministratore delegato Pugliese, qualche giorno fa, ha affidato a Twitter un suo auspicio: “Oggi ci sono 13305 dipendenti ex Auchan al sicuro e 3105 per cui stiamo costruendo delle soluzioni di lavoro o alternative. Lavoreremo affinché questo numero sia sempre più vicino a zero”.
C’è da augurarsi che non siano solo parole di circostanza. Nell’immagine qui di seguito, pubblicata dallo stesso Pugliese, si parla di “dipendenti a cui dare una soluzione alternativa“, mi auguro che questa non sia il licenziamento.

La Commissione attività produttive del Consiglio regionale potrebbe programmare un incontro con sindacati e azienda nella prima seduta utile del 2020, probabilmente giovedì 16 gennaio, ma prima di allora c’è da augurarsi che il gruppo Conad possa rendere esplicite le proprie strategie.
Assieme ai consiglieri Bocci e Ponti e ai sindaci di Trezzano sul Naviglio Fabio Botero e Simone Negri di Cesano Boscone, questa mattina ho partecipato al presidio dei lavoratori, toccando con mano la loro preoccupazione e portando loro tutta la solidarietà del caso. Centinaia di famiglie non passeranno certo un buon Natale.

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