La ricchezza delle Alpi

30 Novembre 2019 di fabio pizzul

Ottanta milioni di abitanti (16% della popolazione dell’UE), 48 regioni comprese in 7 stati membri UE e due non UE. E’ il territorio interessato da Eusalp, la strategia macroregionale alpina dell’UE che nel 2019 è stata presieduta dall’Italia, attraverso la Lombardia.
Giovedì e venerdì, a Palazzo Lombardia, si è tenuto il Terzo meeting Eusalp, che ha segnato il passaggio di consegne tra Italia e Francia.

La presidenza italiana è stata caratterizzata dall’impegno per la sostenibilità della regione alpina, a livello economico, ambientale e sociale.
Nel suo intervento di chiusura della presidenza italiana, il premier Giuseppe Conte ieri ha ricordato tre impegni che l’Italia consegna alla Francia nell’ambito di Eusalp:
– il rafforzamento del progetto dell’Unione Europea, attraverso un rilancio della sussidiarietà e del ruolo delle regioni;
– il sostegno a uno sviluppo ad alto valore aggiunto;
– il collegamento strategico con il piano finanziario pluriennale dell’UE, così che le risorse assegnate ai paesi Eusalp possano essere spese al meglio.
Tutto questo in un quadro che Conte ha voluto definire glocale, ovvero capace di sviluppare al meglio le risorse locali in un contesto sempre più globale.
Lo slogan che accompagnerà la presidenza francese è “Together for a greener alpine region” con l’impegno a rafforzare la transizione ecologica per contrastare il cambiamento climatico.
Sette i principi di azione fondamentale individuate dai transalpini:
– partecipazione
– coinvolgimento
– coesione
– per i giovani
– pragmatismo
– conceretezza
– promozione
A questi si affiancano sei obiettivi:
– sviluppare un turismo sostenibile lungo tutti i mesi dell’anno;
– promuovere il consumo di prodotti di montagna locali;
– sviluppare mobilità e trasporti sostenibili;
– assicurare educazione per i giovani riguardo le regioni di montagna e incoraggiare la loro partecipazione allo sviluppo sostenibile delle Alpi;
– accelerare la transizione energetica della regione alpina;
– conservare la biodiversità e prevenire le crisi ecologiche.
Vi potranno sembrare generiche affermazioni di principio, ma se le collegate con i problemi che vivono da anni le regioni alpine possono rappresentare interessanti prospettive di lavoro, tanto più se realizzate con una forte collaborazione tra diversi stati e regioni.
Le Alpi per secoli sono state considerate un confine pressochè invalicabile, oggi possono diventare un motore di sviluppo e un ponte tra Nord e Sud Europa, anche perchè, come ha suggestivamente raccontato l’astronauta Paolo Nespoli nel suo intervento di giovedì al Forum, viste dallo spazio le Alpi sono una splendida realtà unitaria e non hanno certo confini.

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