La Provincia: redazioni di Lecco e Sondrio a rischio

3 Novembre 2019 di fabio pizzul

Nuovo allarme per il mondo dell’informazione lombardo. La Provincia sarebbe sul punto di chiudere le redazioni di Sondrio e Lecco per concentrare tutte le attività nella redazione centrale di Como. Il piano di ristrutturazione ipotizzato dall’editore Sesaab – Eco di Bergamo prevederebbe anche un contratto di solidarietà per i giornalisti pari al 21% della forza lavoro, per evitare 8 esuberi su complessivi 39 giornalisti. Auspico che il confronto tra proprietà e redazione possa portare a sviluppi positivi.

Guardo con grande preoccupazione a quello che sta accadendo, perché le edizioni locali de La Provincia rappresentano una presenza unica e isostituibile in due territori importanti come Lecco e la Valtellina. La presenza diretta sul territorio è una condizione imprescindibile per poter seguire con attenzione e raccontare la vita di territori che sono penalizzati ed emarginati dai flussi della grande informazione.
Mi auguro che le forze sociali ed economiche del territorio si attivino per fare in modo che non si impoverisca il già provato sistema informativo locale.
La redazione de La Provincia di Como ha deciso di proclamare lo stato di agitazione contro il drastico piano di ristrutturazione annunciato dall’Azienda. Gli amministratori delegati e il capo del personale della società e del gruppo Sesaab, come dicevo, hanno presentato al Cdr il progetto di accorpamento delle redazioni di Lecco e Sondrio a quella di Como, così da poter intervenire poprio sul costo del lavoro attivando un contratto di solidarietà al 21%.
Una strategia come quella annunciata dall’azienda costringerebbero, di fatto, molti giornalisti a valutare l’ipotesi delle dimissioni, stante i costi e il sacrificio anche personale derivanti da un trasferimento a oltre 110 chilometri dall’attuale sede di lavoro.
L’Assemblea dei redattori, anche alla luce dell’esito del confronto con i rappresentanti sindacali dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti che si terrà nei prossimi giorni, si riserva di presentare una controproposta all’Azienda, nell’ottica di un confronto costruttivo per le testate e il prodotto e di valutare – auspicando di non dovervi ricorrere – eventuali azioni di lotta.
Seguirò da vicino gli sviluppi della vicenda e credo che anche Regione Lombardia debba tenere alta l’attenzione.

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