Cibo, uno spreco da evitare

16 Ottobre 2019 di fabio pizzul

Domenica sera ero a cena con altre 90 persone al Refettorio Ambrosiano. La serata è stata dedicata alla presentazione del bel libro di Elena Inzaghi “Il futuro è il mio mestiere” (ed. Solferino) e ci ha permesso di donare 2000 euro al Refettorio. La cena, come accade sempre in piazza Greco, mi ha anche permesso di riflettere su come utilizziamo il nostro cibo. Condiviso con voi questi miei pensieri proprio in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione.

Gli chef del Refettorio, come di consueto, hanno proposto un menù realizzato con ingredienti che provengono da aziende alimentari o della grande distribuzione che regalano alla struttura gestita da Caritas Ambrosiana le proprie eccedenze che non potrebbero utilizzare perché troppo vicine alla scadenza o in qualche modo non del tutto adatte alla vendita. Con quelli che potremmo definire avanzi, al Refettorio Ambrosiano si mangia alla grande.
Domenica sera il menù è stato il seguente: antipasto con affettati e peperone ripieno di riso, piatto principale lasagne alla bolognese, per dessert crostate con marmellata realizzata dal Refettorio con frutta non più vendibile.
Un esempio di come dalle eccedenze o dagli scarti possono nascere grandi piatti. Se pensiamo che ciascuno di noi italiani butta nella spazzatura ogni anno 36 chilogrammi di cibo ancora buono e che questo rappresenta uno spreco quantificabile in circa 16 milioni di euro, c’è davvero di che riflettere.
Esistono tante piccole strategie per evitare lo spreco di cibo, da una maggiore attenzione a come facciamo la spesa alla vigilanza sulle date di scadenza (basta disporre nel frigorifero gli alimenti con maggior criterio), dall’attenzione alle giuste dosi nel cucinare alla scelta di materie prime di maggiore qualità (anche solo di stagione e, per questo, meno deperibili).
E non pensiate che lo spreco arrivo solo da mense, ristoranti o grande distribuzione, il luogo meno controllato è proprio casa nostra.
Esistono ormai anche strumenti informatici per aiutarci il consumo di cibo, uno di questi è l’App MyFoody, sviluppata da un gruppo di giovani italiani. MyFoody, grazie alla collaborazione con punti vendita della grande e piccola distribuzione, consente di acquistare prodotti ormai molto vicini alla data di scadenza e per questo destinati ad essere smaltiti come rifiuti. Un bel progetto, considerato uno delle migliori App di Social Innovation degli ultimi anni, che ci racconta come sia possibile fare cose concrete per evitare lo spreco di cibo.
Buona Giornata Mondiale dell’Alimentazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *