Rifiuti e malavita: gli affari si fanno in Lombardia

10 Ottobre 2019 di fabio pizzul

Non sarà la nuova terra dei fuochi, ma la Lombardia è certamente un terreno fertile per i traffici illeciti di rifiuti. Lo smaltimento illegale di rifiuti solidi urbani e industriali provenienti dal Napoletano in capannoni dismessi del Nord e una cava in Calabria ha movimentato oltre 14mila tonnellate di rifiuti di ogni natura, e, secondo i pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, ha prodotto un volume complessivo di illeciti profitti stimato in oltre 1,7 milioni di euro nel solo 2018.
Nell’hinterland milanese, sono stati riempiti di rifiuti capannoni  a Gessate, Cinisello Balsamo e nell’area ex Snia di Varedo.  Lo snodo del traffico era l’impianto Smr Ecologia di Como infiltrata da parte di esponenti della ‘ndrangheta calabrese.
I profitti illeciti venivano ripuliti attraverso ingenti prelevamenti in contante e ricariche su carte postepay utilizzate ad hoc, evitando cosi la tracciabilità dei flussi di denaro. Tutto questo impressiona e preoccupa, ma purtroppo non sorprende.

I tanti roghi divampati negli ultimi mesi in Lombardia sono un chiaro segnale di un circuito parallelo nella gestione del business dei rifiuti.
Il quadro che emerge dall’indagine che ha portato a 11 arresti tra Lombardia e Calabria conferma che la nostra regione è sempre più al centro dell’attenzione della malavita organizzata.
La magistratura ha descritto una ramificata struttura composta da impianti autorizzati e complici, trasportatori compiacenti, società fittizie intestate a prestanome e documentazione falsa che getta un’ombra sinistra sull’intero sistema di trattamento dei rifiuti. Chiudere in modo chiaro e virtuoso il ciclo di smaltimento dei rifiuti è una priorità per una regione come la nostra che vede i cittadini mettere in atto comportamenti virtuosi nella differenziazione e nella riduzione dei rifiuti. Non possiamo sottovalutare il fenomeno e neppure lasciare che debba occuparsene esclusivamente la magistratura. Il controllo del territorio è fondamentale e il cosiddetto “modello Pavia” deve essere applicato in modo sempre più massiccio e puntuale.
La Lega continua a fare barricate mediatiche contro i rifiuti provenienti da altre regioni, ma ci ritroviamo poi invasi da un mercato parallelo che non fa altro che aumentare gli affari della malavita organizzata. Non sarebbe meglio far sì che i rifiuti vengano smaltiti regolarmente e che i viaggi avvengano alla luce del sole, magari penalizzando a livello economico le zone che non sono in grado di gestire in proprio lo smaltimento?

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