Timidi segnali di sviluppo sostenibile

4 Ottobre 2019 di fabio pizzul

Si festeggia oggi San Francesco di Assisi, il patrono d’Italia e anche il santo che potremmo definire come testimonial “ante litteram” dell’ecologia integrale che da qualche anno il papa che, non a caso, porta il nome del poverello di Assisi ci ha affidato come prospettiva da percorrere per rimettere l’uomo al centro del nostro pianeta.
Non è un caso, allora che l’ASviS, l’Alleanza Italia per lo Sviluppo Sostenibile, abbia scelto proprio la giornata di oggi per presentare il suo rapporto annuale sugli obiettivi del millennio dell’ONU.

C’è una progressiva sensibilizzazione a livello mondiale sulle tematiche dello Sviluppo Sostenibile, soprattutto da parte delle Istituzioni, ma in molti casi siamo ancora lontanissimi dagli obiettivi fissati dall’ONU e dall’Agenda 2030. L’UE si conferma piuttosto avanzata, ma la situazione al suo interno è a macchia di leopardo.

E’ quanto emerge dall’ultimo Rapporto dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) obiettivi dell’Agenda 2030.

L’Italia migliora su molti aspetti dello sviluppo sostenibile. Passi avanti riguardano 9 obiettivi (salute, uguaglianza di genere, condizione economica e occupazionale, innovazione, disuguaglianze, condizioni delle città, modelli sostenibili di produzione e consumo, qualità della governance e cooperazione internazionale); si registra un peggioramento su 6 (povertà, alimentazione e agricoltura sostenibili, acqua e strutture igienico-sanitarie, sistema energetico, condizione dei mari ed ecosistemi terrestri) stabili i rimanenti 2 (educazione e lotta al cambiamento climatico).

ASviS denuncia come, a 4 anni dall’adozione dell’Agenda 2030 “il mondo non si trova ancora su un sentiero di sviluppo sostenibile”. Il degrado ambientale, il riscaldamento globale, il persistere di tensioni di carattere geopolitico e le spinte nazionalistiche e protezionistiche appaiono come i punti più critici.

L’Unione Europea è, comunque, l’area del mondo che registra i più ampi miglioramenti sulle tematiche dello Sviluppo sostenibile, ma al suo interno vi sono ampie differenze da Paese a Paese.
L’Italia, come si diceva, si classifica in ottima posizione su salute e benessere, produzione e consumo responsabile, ma è agli ultimi posti per lavoro dignitoso e crescita economica ed è ancora molto lontana dalla media per qualità di istruzione, giustizia e diseguaglianze.
L’idea di ASviS non è quella di stilare classifiche o pagelle, ma di indirizzare le politiche di sostenibilità del nostro Paese: c’è molto lavoro da fare, ma il fatto che si cominci a parlare di Agenda 2030 come qualcosa che riguarda tutti noi e non solo gli specialisti degli organismi internazionali è già un passo avanti.

https://asvis.it/presentazione-rapporto-asvis-2019/

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