Se Milano diventa “il nemico” da abbattere

2 Ottobre 2019 di fabio pizzul

Da qualche mese Milano è entrata nel mirino di Regione Lombardia.
Ne abbiamo avuto conferma nella seduta di Consiglio regionale di ieri. Ben due mozioni della maggioranza se la prendevano il comune di Milano, accusandolo di voler vessare i cittadini per ragioni esclusivamente ideologiche. Area B e nuove licenze dei taxi sono state presentate come decisioni folli, assolutamente inutili e dannose, in quanto mirate a limitare la libertà di cittadini che hanno il diritto di circolare liberamente senza vedersi costretti a cambiare automobile o a dover affrontare una concorrenza ulteriore nella propria professione. Come già accaduto per la vicenda del biglietto unico, il Consiglio regionale rischia di trasformarsi in una succursale di Palazzo Marino, sede del consiglio comunale milanese, in vista delle non lontanissime (ma neppure così vicine) elezioni amministrative del 2021.

Beppe Sala e la sua amministrazione diventano “il nemico” da abbattere e Milano è la fortezza del centrosinistra da espugnare a qualsiasi costo.
Milano sta vivendo un nuovo rinascimento e un’esposizione internazionale mai conosciuta prima: non sarebbe meglio che Regione Lombardia collaborasse con la città più dinamica del Sud Europa? Ma l’obiettivo è evidentemente un altro e la campagna elettorale è già iniziata, alla faccia del pragmatismo e del buon senso che Lega e Forza Italia citano in ogni intervento.
Eppure la storia ci insegna che quanto accade a Milano, nel giro di pochi anni, si estende anche al resto della Lombardia. I provvedimenti definiti illiberali e vessatori che l’amministrazione comunale milanese sta mettendo in atto sul fronte dell’ambiente e dei trasporti credo siano le uniche vere novità della politica lombarda degli ultimi anni. Chiedono sacrifici ai cittadini, non c’è dubbio, ma siamo proprio sicuri che si possa continuare a fare tutto quello che si è fatto negli ultimi decenni?
L’atteggiamento del centrodestra probabilmente farà guadagnare i voti di alcune categorie, ma rischia di rubare il futuro a tutta la Lombardia. Riusciremo a raccontarlo agli elettori?

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