Povertà a Milano: ripartire dagli ultimi

30 Settembre 2019 di fabio pizzul

La povertà è sempre più collegata al disagio, personale e sociale, molto spesso anche a gravi problemi di carattere psicologico o psichiatrico. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto “La povertà nella Diocesi ambrosiana”, presentato stamattina nelle sede di Caritas Ambrosiana. Il decennio della crisi ha lasciato una pesante eredità: gli italiani che hanno dovuto chiedere aiuto sono giunti al 37,3% (erano il 30% nel 2000).

Il direttore di Caritas Ambrosiana non ha perso l’occasione per far riecheggiare le parole di papa Francesco: «Gli italiani sono i più fragili. Ma non li si aiuta dando la colpa agli stranieri. Lo slogan “prima gli italiani” è un inganno. Come ci insegna papa Francesco bisogna partire dagli ultimi. Perché solo partendo da loro, si risolvono i problemi di tutti».

Il lavoro e il reddito sono i principali problemi, ma spesso non è possibile aiutare queste persone rispondendo in prima istanza a quei bisogni; le comunità dovrebbero prendersi cura integralmente di loro affinché le stesse persone in difficoltà possano ritrovare quelle energie residue con le quali rimettersi in piedi. Occorre un nuovo approccio che esca dagli schemi assistenzialistici e si sforzi di essere generativo.

Secondo Maurizio Ambrosini, sociologo, docente all’Università degli studi di Milano,  «aver derubricato la povertà a problema di sicurezza è il modo migliore per non affrontare il problema. A chi dice prima gli italiani andrebbe domandando quali politiche per gli italiani poveri sono state eliminate a causa degli immigrati. La risposta è nessuna. Dietro questa retorica si nasconde l’incapacità della politica di dare delle risposte»

Sul tema della salute mentale si è soffermata Paola Soncini dell’Area Psichiatria di Caritas Ambrosiana: «La cisi ha fatto aumentare il disagio piscologico e in soggetti già fragili l’impatto è stato superiore alle loro capacità di assorbire l’urto, come dicono le osservazioni raccolte dai volontari dei centri di ascolto rielaborate dal Rapporto. Gli interventi sociali dovrebbero essere orientati ad aumentare la cosiddetta ”resilienza” delle persone, cioè la capacità di superare i traumi».  

L’indagine è stata condotta tra il 1° gennaio e il 31 dicembre del 2018 fra tre servizi diocesani e 87 centri di ascolto, individuati come rappresentativi dei 390 presenti in Diocesi, ognuno dei quali ha incontrato in media 114 persone.

Proiettando il dato su tutto il territorio diocesano (390 centri di ascolto) è possibile stimare che siano state 46mila le persone in difficoltà che si sono rivolte al sistema di welfare ecclesiale e che tra costoro siano 4.600 gli individui che si trovano in condizione di fragilità psicologica.  

Al link qui sotto i dati completi del rapporto e le slide di sintesi presentate questa mattina a Milano:
https://www.caritasambrosiana.it/area-per-la-stampa/approfondimenti-area-per-la-stampa/rapporto-la-poverta-nella-diocesi-ambrosiana

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