Autonomia: si riparte con il piede giusto

26 Settembre 2019 di fabio pizzul

Riparte il confronto sull’autonomia differenziata. Dopo mesi in cui si è parlato tanto e combinato poco, il ministro per gli Affari Regionali Boccia ha ripreso il cammino incontrando presso le loro sedi i presidenti di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.
Ho avuto modo di confrontarmi con il ministro martedì al Pirellone e vi posso assicurare che non solo ha già ben presente le questioni in campo, ma ha tutte le intenzioni per andare fino in fondo cambiando schema e proponendo un’autonomia attenta a tutti i territori e non schiacciata sulle polemiche di un partito.

“Ho parlato con i governatori di Emilia Romagna, Veneto e Lombardia. Ma il mio giro d’Italia continuerà: ci sono nodi da sciogliere”.
In un’intervista al quotidiano “Il Messaggero” il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, interviene sul percorso dell’Autonomia con il nuovo Governo: “è evidente che ci sono problemi reali che non dipendono da me. Stessa cosa in Lombardia. Se per 14 mesi ci sono state le sabbie mobili un motivo ci sarà o no?”.

Così il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie dopo gli incontri con i presidenti Luca Zaia (Veneto), Stefano Bonaccini (Emilia-Romagna) e Attilio Fontana (Lombardia) precisa che “la Costituzione va attuata tutta. Non solo la parte sull’Autonomia ma anche quella sulla perequazione. Vanno rispettati i parametri già decisi dal federalismo fiscale, voluto dal centrodestra per le Regioni a statuto ordinario”.

Quindi Boccia ribadisce “il capovolgimento del ragionamento. Bisogna ripartire dai livelli di assistenza che devono essere uguali per tutte le Regioni. Serve appunto una cornice unica, in modo che ci sia un paracadute per tutte le Regioni. Ecco perché, con il ministero dell’Economia, inizierò a brevissimo un lavoro sui Lep. Definiti i parametri sotto i quali non bisogna andare, sono pronto a correre con l’Autonomia”.

Boccia intende “costruire un fondo pluriennale di perequazione. Sul Mezzogiorno, inoltre, ci sarà il lavoro del ministro Provenzano, volto a rimuovere le diseguaglianze”. Secondo Boccia “va fatto un ragionamento capillare distinguendo anche le singole aree delle Regioni. Come ho spiegato in Veneto, Rovigo e Belluno, non sono Padova e Venezia. Dunque non bisogna sostituire lo statalismo assistenziale con quello regionale”.

Per quanto riguarda i problemi con la scuola, Boccia afferma “non posso sfasciare lo Stato, se il problema sono gli insegnanti allora faremo nuovi concorsi” e in merito al termine del processo di riforma: “se tutti accettano regole condivise si può andare di corsa. L’Autonomia è un’opportunità per tutte le Regioni”.

In estrema sintesi si potrebbe dire: ripartiamo dai Livelli Essenziali di Prestazioni, riorganizziamo gli investimenti già a disposizione per dare una spinta alle zone d’Italia più in difficoltà (anche al Nord) e partiamo con un’autonomia che valorizzi le caratteristiche delle regioni e restituisca possibilità di azione a città metropolitane, province e, di conseguenza, comuni.

Mi pare un bel cambio di prospettiva.

Ho raccomandato al ministro Boccia una sola cosa: partiamo subito e diamo segnali concreti di possibili passi avanti già entro la fine dell’anno. Ogni ritardo fa solo il gioco di coloro che fin qui hanno fatto propaganda.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *