Vito tales defensores

26 Luglio 2019 di fabio pizzul

Con una evidente forzatura del regolamento un consigliere della Lega, Massimiliano Bastoni, ha presentato durante la discussione del bilancio regionale un emendamento che intendeva introdurre per i comuni l’obbligo di sepoltura dei “prodotti del concepimento” dopo le interruzioni di gravidanza. Bastoni ha motivato la sua proposta dicendo che la Lega è sempre in prima linea nella difesa della vita e dei valori. Di fronte alle proteste delle minoranze per il tentativo di liquidare con il voto di un emendamento al bilancio un tema così delicato, si è scatenata una vera rissa in aula con conseguente sospensione della seduta.
Pessimo spettacolo e grande tristezza per la strumentalizzazione di temi così delicati.

Ho seguito la seduta incriminata in streaming da casa, visto che ero stato dimesso da poche ora dall’ospedale. Sono felice di non aver assistito dal vivo a questo pessimo spettacolo, preoccupato per la deriva che alcuni consiglieri della Lega stanno intraprendendo: pur di proporsi come paladini del cattolicesimo si lanciano in proposte che hanno sempre più il sapore della provocazione con l’obiettivo di dimostrare di essere gli unici a difendere i valori.
La sepoltura dei morti è, per i cristiani, opera di misericordia corporale, ovvero azione che rafforza nel percorso di fede, aiuta a rifettere sul mistero della morte ed eleva la qualità delle relazioni umane, 
Ho riscoperto l’importanza di questa pratica leggendo nei giorni scorsi “Naufraghi senza volto” il racconto di Cristina Cattaneo della sua esperienza per dare un nome alle vittime del Mediterraneo. Una lettura che colpisce allo stomaco, ma commuove e fa riflettere.
La sepoltura dei morti è atto fondativo della nostra civiltà nella misura in cui consola i vivi e rafforza le relazioni fraterne e sociali. Se diventa un atto di forza e quasi di accusa nei confronti degli altri, rischia di sconfinare nella superstizione.
Sono completamente d’accordo riguardo al fatto che i feti derivanti dagli aborti non debbano essere trattati come rifiuti, ma da lì ad obbligare i comuni alla sepoltura, magari anche con cerimonia funebre, c’è una bella differenza. Un argomento su cui discutere con rispetto e pacatezza. Liquidarlo in modo sbrigativo e arrogante con un emendamento al bilancio mi è parso irrispettoso.
Per questo ho voluto porre a suggello di queste mie riflessioni una versione riveduta e corretta del motto dell Diocesi di Milano: da “Ambio tales defensores”, sono alla ricerca di questi miei difensori, a “Vito tales defensores”, evito, mi guardo bene da tali miei improbabili difensori. 

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