Il caso Savoini e alcune necessare domande

11 Luglio 2019 di fabio pizzul

Il presidente Fontana e la sua maggioranza lombarda hanno nominato Gianluca Savoini al Corecom della Lombardia, organismo che vigila sulle telecomunicazioni e le controversie ad esse legate, sulla par condicio e sul cyberbullismo. Dagli audio diffusi ieri dal sito americano Buzzfeed, e prima dall’inchiesta de l’Espresso, si evince che Savoini avrebbe trattato un finanziamento occulto per la Lega allo scopo di finanziare una campagna sovranista e pro Russia in vista delle elezioni europee di maggio. Una vicenda che, se confermata, sarebbe gravissima e svelerebbe trame oscure che andrebbero contro lo stato di diritto e gli interessi nazionali del nostro Paese.
Savoini ha il diritto, ma anche il dovere di chiarire quanto sta emergendo a suo carico e credo non possa essere oggetto di processi sommari, ma la sua figura sta emergendo sempre più chiaramente come di parte e strettamente collegata a posizioni che non possono certo essere definite di equilibrio e di rigore istituzionale.
Fontana ha la responsabilità politica della nomina di Savoini e a lui non posso che fare alcune domande: una persona su cui grava un’ombra così imponente e si propone in modo evidente come uomo di parte è nelle condizioni di ricoprire un ruolo in un organismo di garanzia; siamo certi che non abbia mai utilizzato questa sua posizione per attività non collegate all’ufficio cui è stato chiamato; è opportuno che continui in questo suo mandato?

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