Un premio per tutti i cittadini virtuosi

25 Giugno 2019 di fabio pizzul

Un premio per tutti i cittadini italiani attivi nella tutela dello stato di diritto in condizioni di avversità. E’ il Riconoscimento Speciale che il Premio Giorgio Ambrosoli ha deciso di assegnare in occasione della sua settima edizione, che coincide con il 40° anniversario dell’assassinio dell’avvocato milanese.
Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il premio è stato ritirato da tre personalità che rappresentano idealmente l’intera società italiana.

Sono tanti, la maggioranza, i cittadini che rispettano le regole e tutelano così lo stato di diritto, proprio come ha saputo fare, fino a mettere a rischio la propria vita, l’avvocato Giorgio Ambrosoli che, come ha detto ieri il presidente Mattarella, ha sempre rispettato la sua dignità di uomo, professionista e servitore dello Stato.
Una ricerca di ASAG Università Cattolica di Milano, basata sullo studio delle associazioni attive nella promozione della cittadinanza attiva e della legalità, ha fatto emergere l’esistenza di molte esperienze virtuose diffuse su tutto il territorio nazionale. Tante belle storie di virtù civica che non fanno notizia, ma che costruiscono un grande capitale sociale.
Hanno ritirato il riconoscimento tre italiani illustri.
Amalia Ercoli Finzi, 81 anni, la prima donna a laurearsi in ingegneria aero-spaziale al Politecnico di Milano, collaboratrice delle più importanti missioni spaziali delle agenzie italiane ed europee, tra cui la Missione Rosetta. La professoressa Ercoli Finzi è intervenuta ponendo una domanda riguardo i giovani di cui siamo abituati a lamentarci, non è che la responsabilità riguardo le loro possibili carenze siano, alla fine, responsabilità di chi ha costruito la società in cui vivono? Un garbato, ma ficcante atto d’accusa nei confronti di un mondo degli adulti spesso latitante.
Pina Mengano Amarelli, imprenditrice e manager napoletana di 75 anni. La dottoressa Mengano Amarelli ha portato la storica azienda Amarelli di Rossano Calabro (attiva nel settore delle liquirizie) alla leadership mondiale del settore. La manager napoletana ha sottolineato come integrità, responsabilità e professionalità , le virtù scelte come bandiere del Premio Ambrosoli, dovrebbero essere elementi fondanti di ogni impegno imprenditoriale inteso come servizio alla costruzione di una società più giusta e inclusiva.
Giuseppe Pignatone, magistrato palermitano di 70 anni, attivo fino a pochi mesi fa come Procuratore della Repubblica di Roma e, prima, protagonista dell’attività inquirente in Sicilia e Calabria. Pignatone ha ricordato come, a breve distanza temporale dall’omicidio Ambrosoli, nel 1979 furono assassinati a Palermo il giudice Cesare Terranova e Lenin Mancuso, un agente della sua scorta, e Piersanti Mattarella, fratello dell’attuale Presidente della Repubblica, allora presidente della Regione Sicilia. Quattro servitori dello Stato che hanno testimoniato con il loro sacrificio virtù importanti che tutt’ora sono fondamento della nostra convivenza sociale.

La presenza del Presidente della Repubblica, il cui intervento potete trovare in un precedente post, ha dato lustro all’edizione del quarantennale del Premio Ambrosoli e ha inteso, per quanto possibile, riconoscere come lo Stato quarant’anni fa, non seppe stare al fianco dell’avvocato Ambrosoli e preferì tutelare relazioni torbide e oscure. Un’ipocrisia che divenne palese con l’assenza delle istituzioni al funerale dell’avvocato,con l’unica eccezione Paolo Baffi in rappresentanza della Banca d’Italia.  
Una bella serata di impegno civico che fa ben sperare per il futuro del nostro Paese e che è stata impreziosita anche dall’annuncio dell’assegnazione delle Olimpiadi invernali 2026 all’Italia con la candidatura di Milano e Cortina.

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