Periferie, oltre il racconto

10 Giugno 2019 di fabio pizzul

Le periferie vivono un vero e proprio paradosso: sono al centro del dibattito mediatico, ma ai margini dell’azione amministrativa. Nelle periferie si vincono le elezioni, ma si perde spesso la credibilità politica d fronte a problemi che rimangono cronicamente irrisolti. Di periferie si parla molto, ma non sempre si coglie il significato più vero di questi luoghi che spesso sfuggono  definizioni e categorizzazioni. Per questo l’Università Cattolica ha voluto dedicare proprio alle periferie un convegno internazionale.

Rancore e paura sembrano essere diventate le cifre unificanti delle nostre città e delle periferie in particolare, ha osservato l’ex sindaco di Genova Doria, eppure le periferie regalano una grandissima varietà di situazioni, non necessariamente negative. Oggi finiamo per percepire soprattutto la marginalità delle periferie, ha sottolineato il professor Scaratti, ma esse sono caratterizzate da una grande porosità, ovvero dalla possibilità di costruire relazioni che aprono spazio a grandi innovazioni sociali.
Il problema è spesso quello dell’identità delle periferie. Un tempo, ha spiegato la professoressa Lodigiani, era il lavoro l’elemento unificante  che offriva senso, identità e legami sociali. Oggi il lavoro, quando c’è, è frantumato e non offre più occasioni per creare legami e condivisione. Non è facile creare legami nelle periferie, perché siamo di fronte a una sorta di “periferizzazione” della vita dell’intera città nella quale sono sempre più coloro che si sentono soli e si percepiscono come abbandonati. Secondo Lodigiani, non va sottovalutata la capacità di “rendere buono” il luogo in cui si abita, perché le città e le periferie sono piene di cittadini che provano a dare senso al luogo in cui abitano. Diventa allora determinante anche il racconto delle periferie, perché è sempre più vero che è la narrativa a costruire la realtà e a influenzare il modo in cui si percepisce e si vive la realtà in cui si abita.
Le nostre città stanno diventano sempre più piattaforme di servizi in cui si perde la dimensione della cittadinanza, per questo, secondo Pierciro Galeone del centro studi dell’ANCI, andrebbe ricostruita una cittadinanza urbana fatta di diritti sociali riconosciuti, ma anche di doveri che ciascuno sente nei confronti degli altri abitanti della città.
Vi ho offerto solamente qualche rapido cenno dei tanti spunti interessanti che ho raccolto nelle due sessioni del convegno cui ho partecipato. Credo siano spunti interessanti per una riflessione sulle periferie che non può però prescindere da un elemento fondamentale: nelle periferie bisogna esserci, perché chi pontifica delle periferie senza “abitarle” rischia sono di prendere grandi abbagli o, peggio, di usare le periferie e chi le abita per il proprio scopo, sia esso accademico piuttosto che politico.

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