Fede dei semplici e simboli in vista delle elezioni

22 Maggio 2019 di fabio pizzul

Dopo il rosario, il crocifisso. E non sappiamo cos’altro aspettarci. Nonostante la perplessità di molti credenti e gli interventi di diversi autorevoli uomini di chiesa, non ultimo il presidente della CEI cardinal Bassetti (“non si vive di ricordi, di richiami a tradizioni e simboli religiosi o di forme di comportamento esteriori”), il ministro dell’Interno continua ad ostentare simboli religiosi con una grande enfasi devozionale che sbatte violentemente contro i messaggi all’insegna di muri, chiusure e sovranismi di cui si rende protagonista.
Su questa vicenda ha voluto intervenire anche la Presidenza dell’Azione Cattolica Ambrosiana.

“In questi giorni di campagna elettorale” scrive la presidente Silvia Landra con tutta la Presidenza – “ci stiamo domandando se davvero il mondo dei credenti cattolici – di per sé oggi contesto molto plurale che si esprime con tonalità diverse – si senta interpretato e attratto da chi non riconosce i limiti della politica, abusando dei simboli della fede cristiana per persuadere e condizionare la coscienza. Ci chiediamo se questo sia il modo per entrare in dialogo con i cattolici o se piuttosto sia linguaggio che coglie lo spavento, la fragilità e il deficit di comprensione della complessità che attanaglia moltissimi, noi cattolici compresi, che siamo nel mondo insieme a tutti gli altri”.
Nel comunicato si parla anche di “fede dei semplici”, intesa come adesione al Vangelo come stile di vita e non tanto come scelta intellettuale o legata a simboli che rischiano di essere svuotati di senso.
E poi un invito preciso, anche in vista della scadenza elettorale: “Indigniamoci per l’ingiustizia, soprattutto per quella che danneggia i più deboli, i più piccoli, i più vessati dalle atrocità della vita. Rispondiamo con un sussulto di tensione etica, con toni amorevoli e mai perentori, con idee per costruire e non per distruggere”.

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