Libertà o sicurezza? La pericolosa deriva “indifferentista”

28 Aprile 2019 di fabio pizzul

Non dare giudizi di valore e mettere sullo stesso piano qualsiasi affermazione, manifestazione o posizione politica può sembrare una strategia rispettosa di tutti, in realtà, credo sia un modo per affermare l’indifferenza e per favorire l’affermarsi di una democrazia illiberale.
Alcuni episodi degli ultimi giorni credo siano, in questo senso, allarmanti.

In occasione del 25 aprile abbiamo assistito a diverse prese di posizione “indifferentiste”. Si pensi a quanto detto e fatto dal Ministro dell’Interno Salvini. Affermare che il 25 aprile porta con sé solo valori di parte e scegliere di non celebrarlo non è una scelta compatibile con i valori che fondano la nostra Repubblica. Lo ha ben ribadito il Presidente della Repubblica ricordando come “ricordare il 25 aprile è dovere morale e civile”. Mattarella ha anche ricordato che il fascismo fu una spietata dittatura che si racconta da sé: «Niente libertà di opinione, di espressione, di pensiero. Abolite le elezioni, banditi i giornali e i partiti di opposizione. Gli oppositori bastonati, incarcerati, costretti all’esilio o uccisi. Bisognava obbedire agli ordini più insensati e crudeli che impartivano di odiare gli ebrei, i dissidenti, i paesi stranieri. Ma soprattutto si doveva combattere, non per difendersi ma per aggredire, per conquistare e per soggiogare». Qualcuno rimpiange l’ordine del regime fascita, ma il Presidente della Repubblica ha ammonito: «la storia insegna che quando i popoli barattano la propria libertà in cambio di promesse di ordine e di tutela, gli avvenimenti prendono sempre una piega tragica e distruttiva». 

C’è un secondo, inquietante, esempio di indifferentismo. Siamo a Milano. Al quartiere Stadera dei locali di proprieta Aler (e dunque di Regione Lombardia) sono stati affittati, seppure attraverso una sigla di comodo, a Forza Nuova. Di fronte alle proteste di diversi esponenti della società civile e della politica (compreso il sindaco Sala), l’assessore regionale Stefano Bolognini, con cui non posso negare di avere un rapporto di stima, ha dichiarato: “Non condivido le posizioni di Forza Nuova. Ma tutti i partiti riconosciuti hanno diritto a chiedere, rispettando il regolamento di assegnazione degli spazi, un immobile Aler”. “A Milano il Pd ha diversi circoli nelle case Aler – ha aggiunto Bolognini -. Trovo quindi senza senso le parole del sindaco Sala che dice di non capire perché un partito possa stare in uno spazio Aler, perché altrimenti tutti i partiti hanno diritto di chiederlo”.  Anche in questo caso credo si applichi alla perfezione la definizione di “indifferentismo”: mettere sullo stesso piano le posizioni di Forza Nuova e quelle del PD anche solo allo scopo di giustificare la concessione di uno spazio pubblico, credo dimostri solo una grande ipocrisia, maldestramente dissimulata dalla precisazione di non condividere le posizioni di Forza Nuova. Un movimento che espone, come è accaduto questa notte a Roma, uno striscione con il testo “Mussolini per mille anni” non credo possa essere considerato un partito che agisce secondo le leggi dello Stato. Per ricordare l’anniversario della morte del dittatore, oltre allo striscione esposto a pochi passi dal Colosseo, Forza Nuova ha pubblicato sulla propria pagina Facebook una frase che non posso che definire eversiva: “Contro vecchi e nuovi partigiani, contro sbirri, toghe e pennivendoli. Contro vili, prudenti e traditori. Onore all’ultimo dei Cesari”. L’indifferentismo apre la strada a tutto questo.
In nome del “buon senso” la Lega di Salvini ci sta trascinando lungo un piano inclinato che mi preoccupa molto. Come ha detto il presidente Mattarella, barattare la libertà con un po’ di ordine e sicurezza (o con la promessa degli stessi) ci porta verso orizzonti tragici e distruttivi.

Un commento su “Libertà o sicurezza? La pericolosa deriva “indifferentista”

  1. Paola Billo

    Scegliere di non celebrare il 25 aprile non è compatibile con l’essere Ministro della Repubblica Italiana.
    E il signor Salvini dovrebbe avere chiaro che le sue personali opinioni non dovrebbero interferire con il ruolo che si è assunto quando ha “accettato” la carica di Ministro dell’Interno. Il fatto di “essere stato eletto” non può essere una giustificazione ai suoi comportamenti. Del resto è stato eletto grazie a quelle regole di democrazia che il 25 aprile commemora.
    Quanto poi alle derive dell’indifferentismo sono assolutamente d’accordo con l’analisi fatta.
    E’ incredibile come il divieto di riorganizzazione di partiti e/o movimenti di ispirazione fascista sia uno degli articoli della Costituzione meno osservati.

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