Il cuore fragile dell’Europa

16 Aprile 2019 di fabio pizzul

Le fiamme che hanno devastato Notre Dame ci hanno lasciato sgomenti e senza parole.
Uno dei simboli più solidi della cultura francese ed europea è finito in cenere davanti ai nostri occhi.
I danni sono ingentissimi, ma la struttura, a quanto dicono i vigili del fuoco della capitale francese, reggerà.
Le immagini delle fiamme che divoravano il tetto trecentesco e la folla in silenzio tra lacrime e preghiere dicono molto della nostra fragilità e impotenza di fronte alla furia degli elementi. L’apparente onnipotenza della tecnica si sgretola di fronte a fiamme incontrollabili.

A noi tutti è parso assurdo che non si riuscisse a intervenire.
Il presidente statunitense Trump, con il solito tweet, ha dato voce a quanto la gran parte di noi ha pensato: mandate gli aerei e spegnete le fiamme. Banale, logico, immediato. Sì, ma anche folle nella sua incompetenza: un intervento del genere, ci hanno spiegato unanimi i tecnici, avrebbe fatto collassare definitivamente la struttura e avrebbe trasformato l’incendio in una bomba devastante.
La cattedrale di Notre Dame, per i francesi e gli europei tutti, è una pietra fondante un’identità religiosa e culturale che, al di là delle convinzioni personali, qualifica l’idea stessa di Europa.
La memoria può essere conservata in tanti modi, ma la distruzione di un simbolo così universale lascia un segno indelebile che può aprire a diverse prospettive: da un lato l’esaurirsi di una tradizione, dall’altro il rilancio, la rinascita della stessa. Dalle ceneri di Notre Dame  può sorgere la nuova Europa o può spegnersi il sogno europeo.
Quanto accaduto ieri a Parigi ci conferma la fragilità delle cose umane, ma suggerisce anche la straordinaria forza che può sorgere dalla condivisione collettiva di un dramma. La folla che, silenziosa e unita, si è assiepata sulle rive della Senna testimonia quanto la potenza simbolica di una cattedrale vada oltre ogni dimensione virtuale e muova sentimenti profondi di appartenenza e voglia di ricostruire percorsi di riconoscimento reciproco.
Il fragile cuore dell’Europa ieri a Parigi è bruciato in modo irreparabile o, seppur ferito, si è acceso per una nuova rinascita. Tocca anche a noi, non solo ai francesi, decidere quale strada prendere.

Un commento su “Il cuore fragile dell’Europa

  1. Luca Pinardi

    Io lo voglio leggere come una similitudine della Chiesa di oggi: devastata dal fuoco delle critiche, degli scandali, delle lotte di potere….. chi sono i pompieri de devno spegnere queste fiamme e salvare la struttura?…….e la struttura che resite puo’ essere ricostruita.
    Gia’ un Francesco é stato chiamato per ricostruire e salvare la Chiesa e a trovato dei compagni in questa avventura….

    Un saluto da una Parigi che ancora una volta é stata ferita ma che non affonda
    Fluctuat nec mergitur

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