Non importa, continuiamo

13 Aprile 2019 di fabio pizzul

Da qualche giorno è in libreria un piccolo libretto edito da Qiqajon, la casa editroce del monastero di Bose, e scritto dall’attuale priore della comunità, Luciano Manicardi.
Il titolo non poteva che incuriosirmi: “Spiritualità e politica”.
Dopo averlo sentito citare da don Roberto Davanzo, prevosto di Sesto e già direttore di Caritas Ambrosiana, durante un non troppo affollato incontro di spiritualità per impegnati in politica, l’ho acquistato e iniziato a leggere nei ritagli di tempo degli scorsi giorni.
A pagina 17 Manicardi cita il brano finale de “La politica come professione” di Max Weber. Parole molto utili che condivido con voi.

La politica consiste in un lento e tenace superamento di dure difficoltà, da compiersi con passione e discernimento al tempo stesso. E’ perfettamente esatto, e confermato da tutta l’esperienza storica, che il possibile non verrebbe raggiunto se nel mondo non si ritentasse sempre l’impossibile. Ma colui il quale può accingersi a quest’impresa deve essere un capo, non solo, ma anche – in un senso molto sobrio della parola – un eroe. E anche chi non sia l’uno né l’altro, deve foggiarsi quella tempra d’animo tale da poter reggere anche al crollo di tutte le speranze, e fin da ora, altrimenti non sarà nemmeno in grado di portare a compimento quel poco che oggi è possibile. Solo chi è sicuero di non venir meno anche se il mondo, considerato dal suo punto di vista, è troppo stupido o volgere per ciò che egli vuole offrirgli, e di poter ancora dire di fronte a tutto ciò “Non importa, continuiamo”, solo un uomo siffatto ha la vocazione per la politica.

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