Convenzione PD: gli interventi dei candidati

3 Febbraio 2019 di fabio pizzul

La Convenzione nazionale del PD ha stabilito oggi a Roma chi saranno i tre candidati alle Primarie del prossimo 3 marzo.
Sulla base dei circa 190mila voti espressi nei circoli di tutta Italia, i tre candidati saranno Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giacchetti.
Nei discorsi di oggi è emersa la consapevolezza di dover recuperare credibilità e fiducia.
Diversi approcci con una consapevolezza: il PD deve recuperare un’unità d’intenti e parlare agli italiani.

Qui di seguito trovate i link ai video degli interventi dei tre candidati e a quello del capogruppo alla Camera Graziano Delrio.
Lascio chi vorrà all’ascolto degli interventi, ma mi permetto un brevissimo commento ai tre discorsi.

Zingaretti ha puntato sulla necessità di ricucire una relazione con gli elettori, non rinnegando il lavoro fatto, ma riconoscendone anche i limiti e gli insuccessi e rilanciando l’impegno contro le diseguaglianze che hanno segnato l’Italia. Zingaretti ha parlato di un PD che deve fare alleanze con le realtà che si oppongono all’attuale Governo e aprirsi alla società civile offrendo ai suoi rappresentanti spazio nella direzione nazionale. Ha parlato anche della necessità di superare un partito composto da gruppi che si contrappongono gli uni agli altri per essere orgogliosamente uniti in un partito, l’unico, che può dare speranza all’Italia.

Martina ha esordito dicendo che i nemici non sono all’interno del PD, ma all’esterno di esso, a partire da chi sta governando e dai partiti che lo sostengono promuovendo politiche di una destra che trascina indietro l’Italia. Martina ha parlato della necessità di rimanere saldi nei valori fondanti il PD, si è detto orgoglioso del lavoro fatto nei giorni scorsi, ma ha parlato anche della necessità di cambiare il proprio modo di porsi nei confronti della società e dei cittadini. Ha parlato dell’importanza di ricostruire legami e di porsi fianco a fianco di tutti coloro che vogliono lavorare per il futuro dell’Italia. Concludendo, Martina ha detto che, se toccherà a lui il ruolo di segretario, costituirà una segreteria unitaria.

Giachetti ha rivendicato la necessità che nel congresso si marchino le differenze perché gli elettori possano capire quali sono le loro idee e visioni per il partito e per l’Italia: il giorno dopo deve esserci unità attorno al segretario, proprio quella che è mancata, secondo Giachetti negli scorsi 5 anni. Ha poi sottolineato il suo essere in campo nella corsa alla segreteria sia stata determinata dalla necessità di continuare l’opera fatta dai governi a guida PD. Giachetti si è anche chiesto come possano stare assieme in questo congresso, in una stessa mozione, coloro che hanno fatto parte di quei governi e coloro che ritengono che debbano essere archiviati. Ha anche chiesto che ci sia maggiore impegno per far sapere che ci sono le Primarie e la disponibilità a fare confronti pubblici tra i tre candidati.

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