Pioltello, un anno dopo

25 Gennaio 2019 di fabio pizzul

Un lungo fischio del treno appena arrivato in stazione e il silenzio fuori ordinanza. Così alle 6.50 di questa mattina alla stazione di Pioltello è stato commemorato il primo anniversario dell’incidente che il 25 gennaio 2018 costò la vita a 3 persone causando più di un centinaio di feriti. Un’occasione per stringersi attorno alle famiglie delle vittime e per ribadire un impegno comune per la sicurezza dei trasporti.

Il sindaco di Pioltello Ivonne Cosciotti ha rievocato i drammatici momenti seguiti all’incidente con la generosa opera di tutti coloro che sono intervenuti per soccorrere le vittime e mitigare le conseguenze di un disastro che non doveva accadere e che non deve ripetersi. Dalle forze dell’ordine agli operatori sanitari, dagli psicologi alla protezione civile, dagli amministratori locali ai privati cittadini che hanno subito messo a disposizione coperte e bevande calde, sui binari a poche centinaia di metri dalla stazione si è vista l’Italia migliore, quella che si mette a disposizione degli altri e ci fa ben sperare nel futuro della nostra comunità.
Tra gli interventi del presidente della regione Fontana, del sindaco della Città Metropolitana Sala e del prio cittadino di Caravaggio, dove risiedeva una delle vittime, si è levata anche la voce di Stefania Soresinetti, rappresentante dei pendolari del cremasco, che ha chiesto di investire in sicurezza e di far sì che la vita di chi prende quotidianamente il treno sia resa meno faticosa e incerta. Dopo la tragedia di Pioltello chi utilizza quotidianamente il treno si pone molte più domande riguardo la propria incolumità e chiede alle istituzioni risposte chiare e interventi precisi sul trasporto pubblico per le oltre 800.000 persone che lo utilizzano quotidianamente in Lombardia.
Sul treno proveniente da Cremona (per l’occasione nuovo di zecca e con ben due capotreno), assieme a molti sindaci dei comuni serviti dalla linea ferroviaria, è salito questa mattina anche il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli che, nel suo intervento, si è lanciato in una sorta di invettiva contro le istituzioni che non riescono a garantire la sicurezza e non spendono i soldi che (“credetemi”) ci sono e ha detto di non voler più sentir parlare di grandi opere se non viene garantita la manutenzione delle linee esistenti. Una vena polemica e barricadera che ha stonato un po’ rispetto alla compostezza degli altri interventi che, mettendo al centro il ricordo delle vittime, hanno assicurato un corale impegno per la sicurezza del trasporto locale.
Una piccola nota di colore: in coincidenza con l’arrivo delle autorità dagli altoparlanti della stazione si è sentito l’annuncio della soppressione causa guasto del treno che sarebbe dovuto arrivare alle 7.00 da Varese. Così, tanto per ricordare che sul trasporto ferroviario in Lombardia c’è ancora tanto da lavorare.  

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