Chi non vuole il biglietto unico a Milano e dintorni?

9 Gennaio 2019 di fabio pizzul

Da anni si parla di biglietti integrati per il trasporto pubblico in Lombardia. Tradotto: da anni si attende il biglietto unico per poter viaggiare evitando di doversi munire di diversi titoli di viaggio o pagando, per un viaggio da un punto a un altro, la medesima cifra a prescindere dal mezzo di trasporto utilizzato.
Fino allo scorso 18 dicembre sembrava ormai imminente questa novità almeno nel territorio della Città Metropolitana di Milano, ma è arrivata una doccia fredda dal Consiglio regionale che ha bocciato un emendamento della Giunta che avrebbe dato il via alla tariffazione integrata.
I sindaci della Città Metropolitana, però, non ci stanno e hanno scritto al presidente Fontana chiedendo di dare il via libera al biglietto unico integrato.

La maggioranza regionale, soprattutto grazie all’intraprendenza del capogruppo di Forza Italia Gianluca Comazzi, ha votato contro l’adeguamento normativo che avrebbe dato il via libera al biglietto unico sostenendo che si trattava solamente di un modo per dare l’OK all’aumento del biglietto ATM a 2 euro, annunciato dalla Giunta milanese.
In realtà, il voto contrario di Lega e Forza Italia (con il Movimento 5 Stelle che non ha partecipato alla votazione) ha solo determinato un danno per i comuni attorno a Milano che troverebbero evidenti benefici tariffari nell’introduzione del biglietto unico.   
La bocciatura del Consiglio, che non esito a definire miope e sciagurata, non ha però interrotto il dialogo tra il presidente Fontana e il sindaco di Milano Sala. C’è dunque la possibilità che nei prossimi giorni si possa giungere a un provvedimento regionale (probabilmente una delibera di Giunta) che possa dare il via libera alla partenza della tariffazione integrata, almeno nella zona attorno a Milano.  L’idea sarebbe poi quella di estendere appena possibile l’integrazione all’intera Città Metropolitana e, almeno, alla provincia di Monza e Brianza.
Non si possono negare alcuni problemi tecnici, relativi soprattutto alla compatibilità delle apparecchiature per il controllo dei biglietti, ma è dal 2014 (a giugno di quell’anno la Regione ha approvato il regolamento per le tariffe integrate) che è tutto fermo. Il Comune di Milano ora ha finalmente preso l’iniziativa, ma ha bisogno che dalla Regione arrivi la copertura normativa.
Possibile che una ripicca esclusivamente politica da parte di consiglieri regionali che sono anche consiglieri comunali a Milano blocchi un progetto atteso da anni?
Con il voto contrario dello scorso 18 dicembre hanno conquistato un po’ di spazio su giornali e TV, spero che ora siano soddisfatti della visibilità ottenuta e pensino a quello che serve agli abitanti della Città Metropolitana.
La lettera di quasi 100 sindaci (di ogni colore politico) mi pare sia abbastanza chiara.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *