Un nuovo impegno per il lavoro

16 Dicembre 2018 di fabio pizzul

Un dialogo tra l’arcivescovo di Milano e i rappresentanti del mondo del lavoro. Si é svolto in Duomo, questa sera, poco prima della Messa della V domenica dell’avvento Ambrosiano. Proprio dal Duomo di Milano, nella notte di Natale del 2008, il cardinal Tettamanzi lanció il Fondo Famiglia Lavoro che ha raccolto 24 milioni di euro e aiutato migliaia di famiglie colpite dalla crisi. Oggi ci si chiede come proseguire in questa preziosa iniziativa.
Qui di seguito una sintesi del dialogo in Duomo.

Francesco Wu – imprenditore italocinese
Sono 48mila gli imprenditori stranieri a Milano, l’impresa é strumento di integrazione importante. Come allargare queste esperienze a tutta la società?
Arcivescovo
La presenza di imprenditori stranieri é promessa di futuro per un reciproco arricchimento. Il cammino non è chiaro o garantito, ma realizzare luoghi di incontro é importante. L’ambiente scolastico é un altro luogo prezioso per l’integrazione, anche se spesso prevale la fatica. La cultura europea é affaticata e ha commesso molti errori, ma promuove la centralità della persona, da qui si può partire: la persona deve essere al centro.

Giuseppe Sala – volontario del Fondo Famiglia Lavoro
L’emergenza lavoro a 10 anni di distanza dalla nascita del Fondo rimane. Come può la Chiesa fare di più nel favorire percorsi di inserimento lavorativo?
Arcivescovo
Tutte le espressioni della Chiesa possono fare di più. I vescovi devono puntare di più sulla Dottrina Sociale; devono fare di più gli imprenditori, per riflettere sul sistema produttivo che non può avere come unico riferimento il profitto. L’Italia é capace di inventare un modo di lavorare più sostenibile. I sindacati sembrano talvolta quasi scomparsi e devono tornare a far essere protagonisti i lavoratori. Il FFL ha messo in circolazione 24 milioni di euro in 10 anni, una piccola goccia di cui essere grati a tutti.
Vorremmo inserire il fondo nell’attività ordinaria della Caritas. Servirebbe un ripensamento collettivo per proporre riflessioni sistemiche sul mondo del lavoro. Il lavoro fatto é grande e vanno ringraziati tutti coloro che vi hanno contribuito.

Alberto Cazzulani – presidente Confocooperative Milano
Milano ha sempre più assunto un ruolo di modello di sviluppo, al punto che si parla di welfare Ambrosiano. Negli anni 60 si seppe lavorare con spirito inclusivo e solidaristico. Qual può essere oggi il ruolo della cooperazione?
Arcivescovo
Non si può che essere ammirati per quanto fatto dal mondo cooperativo, che ha fatto tanto bene e può continuare a farlo. Normative e burocrazia hanno reso le cose più complicate. Possiamo comunque creare realizzazioni esemplari che siano modello per il mondo economico. La capacità di far emergere il bene da ogni persona va incoraggiata e il sistema della cooperazione può offrire stimoli positivi a questa città.

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