Pd lombardo, il mio augurio al nuovo segretario Peluffo

2 dicembre 2018 di fabio pizzul

Da ieri il PD lombardo ha un nuovo segretario. L’assemblea regionale del partito, prendendo atto dell’esito delle primarie dello scorso 18 novembre (Vinicio Peluffo 60.88%, Eugenio Comincini 39,22%), dopo aver eletto all’unanimità come presidente Federico Gusmeroli, ha proclamato Vinicio Peluffo nuovo segretario.
Dopo l’ampio e impegnativo discorso di Vinicio è intervenuto il segretario uscente Alessandro Alfieri; è toccato poi a me, capogruppo in Consiglio regionale, portare il mio saluto. Qui di seguito il mio intervento.

Da anni i cittadini lombardi hanno maturato una convinzione: la politica non incide più di tanto sull’eccellenza della Lombardia. Il sistema economico e sociale lombardo fa da sé e non attende una politiche che, negli ultimi anni, è sembrata distratta e impegnata in battaglie ideologiche e propagandistiche più che attenta alle esigenze dei cittadini.
Per questo si è creato un crescente distacco tra la vita quotidiana e la politica che non ha saputo rappresentare adeguatamente la Lombardia e il Nord in genere. Con buona pace della Lega che ha, per molti versi, tradito i suoi territori di origine.
C’è bisogno di una nuova attenzione della politica per la Lombardia e il PD può giocare un ruolo importante in questa partita.
Ma la strada è lunga: oggi scontiamo molti problemi nel nostro rapporto con i lombardi, come hanno dimostrato anche le elezioni regionali dello scorso 4 marzo.
Il nostro partito, come ci ha ricordato anche una recente ricerca qualitativa realizzata per il gruppo regionale da IPSOS, viene percepito come debole e confuso, carente nella leadership, personale e di gruppo. Ci viene rimproverata anche la mancanza di coesione interna e una carenza di dinamismo e visione nelle nostre proposte. Ma il PD lombardo, negli ultimi anni, ha avuto anche meriti evidenti, di cui bisogna essere grati ad Alessandro Alfieri che lo ha guidato in tempi difficili.
Il partito ha dimostrato capacità di intercettare lo spirito e gli umori dei territori, conquistando la guida di tantissime amministrazioni locali con sindaci molto apprezzati dai lombardi.
Del nostro partito viene apprezzata in Lombardia anche la credibilità e la razionalità con cui affronta problemi e propone soluzioni, ma la razionalità non basta, serve anche cuore, come ha ricordato nella sua campagna congressuale Eugenio Comincini, e serve la capacità di toccare le emozioni delle persone parlando loro con empatia, cosa che non ci è riuscita in occasione delle ultime elezioni regionali.
Abbiamo però le carte in regola per costruire un rapporto nuovo con la Lombardia e toccherò al nuovo segretario Vinicio Peluffo guidarci in questo percorso.
Suggerisco tre espressioni da cui partire.
Coesione. Parlare di coesione non significa invocare un vuoto unanimismo di facciata, vuol dire piuttosto che il PD lombardo deve promuovere il confronto interno, valorizzare tutte le sue anime e trovare una sitesi condivisa che guardi avanti e diventi una proposta forte e coesa per la Lombardia.
Parole chiave. Alla nostra proposta è mancata una sintesi chiara di che cosa volevamo proporre ai lombardi. Non voglio dire che dobbiamo semplificare e banalizzare le nostre proposte, ma trovare il modo per raccontarle con chiarezza e nettezza: altrimenti continueremo a dare l’impressione di essere lontani dalla vita quotidiana dei lombardi.
Persone. Il Pd ha al proprio interno persone di grandissimo valore e competenza, il confronto con qualsiasi altro partito è impari. Non sempre siamo riusciti a valorizzare queste competenze; dobbiamo ripartire dalla formazione e dalla messa in comune di quanto i nostri iscritti e simpatizzanti sono in grado di dare per la Lombardia. Aprendoci alle migliori competenze della regione.
Quello del PD lombardo sarà un viaggio complicato, ma non dobbiamo scoraggiarci.
Per capire come affrontare questo viaggio, vi offro una citazione che tradisce le mie origini del nord est, si tratta di un brano de “L’infinito viaggiare” del grande scrittore triestino Claudio Magris che scrive:
“Alle genti di una riva quelle della riva opposta sembrano spesso barbare, pericolose e piene di pregiudizi nei confronti di chi vive sull’altra sponda. Ma se ci si mette a girare su e giù per un ponte, mescolandosi alle persone che vi transitano e andando da una riva all’altra fino a non sapere più bene da quale parte o in quale paese si sia, si ritrova la benevolenza per se stessi e il piacere del mondo”.
Spero che il PD lombardo possa essere uno di questi ponti, che di la possibilità alla gente di mescolarsi e di riconoscersi e che faccia superare distante e pregiudizi. Un ponte che possa farci ritrovare la benevolenza per noi stessi e che possa portarci a dire come alla Lombardia serve aprirsi al piacere del mondo, come ha sempre fatto nella sua storia, oltre le paure, i sospetti e per costruire un futuro promettente e non minaccioso.
Buon viaggio, caro Vinicio e buon viaggio a tutto il PD lombardo.

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