Telecamere nei nidi? No, grazie.

27 novembre 2018 di fabio pizzul

Ho detto un secco no al progetto di legge votato oggi in consiglio regionale che prevede di stanziare risorse per l’installazione di telecamere in nidi e micronidi in Lombardia.
Puntare sulle telecamere significa rinunciare alla relazione educativa in nome della sicurezza e di una presunta protezione.

Nel mio intervento (che pubblicherò domani) ho citato il mito della caverna di Platone che racconta di uomini legati con le spalle all’ingresso della caverna e in grado di vedere solo le ombre proiettate sul fondo: essi credono che quelle siano l’unica realtà, si sentono sicuri e vogliono restare li. Preferiscono la sicurezza alla libertà.
Anche oggi il dilemma tra sicurezza e libertà viene drammaticamente alla luce nella nostra società sempre più impaurita.
Ma l’educazione non si sviluppa con la paura e la repressione: serve fiducia che non può essere generata da paura e controlli. Non è questo il modo di fare educazione. Per educare è necessaria prima di tutto la libertà di costruire un clima di fiducia, di condivisione fra insegnanti e famiglie. Solo un clima di fiducia genera un ambiente sicuro e positivo per la crescita dei bambini. Installare telecamere e pensare così di risolvere ogni problema è il contrario di tutto questo. Significa affidarsi alla tecnica per esercitare un controllo e alimentare a priori un clima di sospetto.
In caso di sospetti abusi già ora possono intervenire le forze dell’ordine e la magistratura installando telecamere nascoste.
Per questo abbiamo detto no al progetto di legge regionale.
Il provvedimento è stato comunque approvato dalla maggioranza che ha trovato il convinto sostegno del Movimento 5 Stelle.

Un commento su “Telecamere nei nidi? No, grazie.

  1. Fabio Mastellone

    Ciao Fabio. Posso condividere le tue considerazioni. L’educazione è legata fortemente alla libertà e alla fiducia verso il prossimo. Troppi però sono stati gli eventi incresciosi avvenuti in tutta Italia a danni di tanti bambini innocenti che vedono il mondo educativo come un momento di gioia e gioco unito ad un processo educativo e di formazione umana. Invece quanto accaduto a questi bambini, li rende diffidenti verso il prossimo e liberi di pernsare di agire con aggressività e arroganza verso coloro che li circonda. Confido nel gruppo consiliare PD affinché si possano trovare soluzioni che soddisfino la sicurezza dei bambini e la libertà educativa. Ciao.

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