Non basta chiedere scusa per i disservizi ferroviari

13 novembre 2018 di fabio pizzul

Oggi abbiamo assistito alla dichiarazione del fallimento dell’amministrazione di centrodestra sul trasporto ferroviario. I pendolari lombardi devono rassegnarsi ad almeno due anni di passione e disagi.

Durante il dibattito abbiamo assistito a un imbarazzante scaricabarile, quasi che tutte le colpe riguardo il trasporto ferroviario lombardo siano del PD, a fronte di vent’anni di amministrazione forza-leghista.
La maggioranza di centrodestra, al termine della discussione, ha votato una risoluzione (46 voti favorevoli 27 contrari e 2 astenuti) con cui, tra l’altro, propone la proroga del contratto di servizio con Trenord dal 2020 al 2026.
Come Pd abbiamo votato contro perché crediamo che sia importante la messa a gara, nel 2020 anno di scadenza dell’attuale contratto di Trenord, di almeno una parte del servizio ferroviario regionale.
Contestiamo anche il piano di emergenza di Trenord che prevede la sostituzione del 5% delle corse con bus.
E’ ormai da anni il Pd chiede alla Regione di mettere a gara il servizio solo ora la giunta leghista apre timidamente a una possibile riflessione in tal senso, ma nulla si muoverà almeno fino al 2026.
Il ritardo negli investimenti ferroviari è sotto gli occhi di tutti e più che scaricare le colpe su Trenitalia, la Regione dovrebbe interrogarsi sul perché si è giunti a questo punto.
Ben svegliato, presidente Fontana, si è finalmente accorto della grave condizione del trasporto ferroviario lombardo, ma non possiamo tacere ai cittadini lombardi le colpe di chi ci ha portati in questa situazione che era stata peraltro annunciata più di un anno fa da parte degli stessi amministratori di Trenord.
Delle scuse, peraltro, i pendolari se ne fanno ben poco: la Lega li ha imbrogliati e ora si propone nelle vesti di salvatore dei treni lombardi.
Vinte le elezioni, che fa Fontana? Si cosparge il capo di cenere e annuncia che per due anni i treni avranno problemi; la Lega avrà poi altri due anni per farli dimenticare e tornare a elezioni vantandosi dei nuovi treni. Una bella tattica per innalzare il consenso nei pressi delle elezioni, ma nel frattempo?
Vedremo se i primi treni nuovi arriveranno davvero all’inizio del 2020, vedremo se diminuiranno i disagi, vedremo quale sarà la nuova governance di cui oggi non sappiamo ancora nulla.
Di certo il Partito Democratico non farà sconti e sarà al fianco dei cittadini nel chiedere un trasporto ferroviario degno della Lombardia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *