I tablet del referendum? Ecco dove sono finiti

6 novembre 2018 di fabio pizzul

A oltre un anno dal lombardo referendum sull’autonomia i 23.000 tablet che Regione Lombardia aveva acquistato per il voto elettronico sono davvero finiti alle scuole?
A quanto pare sì, come ha spiegato l’assessore al bilancio Davide Caparini rispondendo oggi in Consiglio a un’interrogazione del PD.
Ma ecco i numeri…

Delle 23.000 voting machine ne sono state consegnate alle scuole circa 17.000.
1.500 sono arrivate a 57 scuole già nel dicembre 2017, ma non sono mancati problemi di utilizzo.
Altre 16.649 sono state recapitate a 521 scuole nel marzo del 2018, mentre 85 scuole sono in attesa di 2452 tablet assegnati, ma non ancora consegnati.
Regione Lombardia ha effettuato anche un sondaggio on line per capire come siano utilizzati i tablet dalle scuole assegnatarie.
A quanto riferito in aula dall’assessore Caparini, il 71% delle scuole che han risposto dichiara di utilizzarle e il 62% di queste si dichiara soddisfatto nell’utilizzo.
Quanto all’attività per cui vengono impiegati i tablet, il 42% delle scuole dichiara un uso generico, il 31% li utilizza in laboratorio e il 28% per test didattici.
L’operazione di conversione e consegna delle voting machine non ha comportato nuove spese perché era compresa nel contratto con la società Smart Matic.
L’assessore ha spiegato che, nel concreto, si tratta di minicomputer che operano con un sistema operativo Linux e utilizzano, dunque, software open source che garantisce tutte le funzioni necessarie a una scuola.
Prendiamo atto della risposta dell’assessore e auspichiamo che tutti i tablet vengano presto assegnati alle scuole che ne hanno fatto richiesta.
Quanto all’effettivo utilizzo dei tablet e al fatto che possano essere definiti minicomputer, mi rimane qualche dubbio, ma spero che, come ci ha detto l’assessore siano davvero utilizzabili e utilizzati.
Credo, infine, che per l’inserimento effettivo delle tecnologie digitali nelle scuole, oltre che sull’acquisto dei macchinari si debba puntare sulla formazione degli insegnanti all’utilizzo di queste tecnologie.

Un commento su “I tablet del referendum? Ecco dove sono finiti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *