Una separazione consensuale per il PD?

3 novembre 2018 di fabio pizzul

Su “Il fatto quotidiano” di ieri Franco Monaco torna a proporre come unica soluzione possibile per restituire credibilità e dinamismo politico al PD la separazione consensuale.
Che cosa ne pensate?
E’ un esito inevitabile?
A me piacerebbe capire su quali proposte politiche si potrebbe caratterizzare la separazione e come potrebbe garantire un’effettiva maggiore presa sull’elettorato.
Altrimenti si rischia di cadere nello stesso tranello che ha fatto rovinosamente cadere Renzi: la personalizzazione.

L’articolo di Franco Monaco

Un commento su “Una separazione consensuale per il PD?

  1. Giuseppe Pastori

    E’ da un sacco di tempo che non seguo più Franco Monaco, l’ultimo tra gli ulivisti prima ancora del PD, che invero è sempre stato critico di questo partito. Se il PD ha preso la deriva che ha preso è perché non ha dato corpo a quella fusione in un grande partito democratico che abbracciava la socialdemocrazia con il mondo liberale democratico, passando in mezzo per il cristianesimo sociale e popolare.
    Già il fatto poi che scriva sul Fango Quotidiano quasi a cercare una sponda da un giornale che si definisce plurimo ma che in realtà occhieggia da sempre verso il M5S, mi lascia ancora più perplesso.
    La realtà quale sarebbe? che se Renzi si mettesse per i fatti suoi lascerebbe libero il PD di fare una politica riformatrice (di sinistra)? Boh, ma con quali mezzi e quali forze? non dovrà sempre cercare la mediazione dell’ala centrista (del tutto ipotetica) o di centrosinistra (più o meno in continuità con l’attuale quadro politico) di Renzi? Tanto vale stare insieme da subito e cercare di trovare la quadra dialogando.
    Me lo ricordo Franco Monaco tra i fautori del No al referendum. Allora si diceva che Renzi attentava alla Costituzione, mentre se fosse andata in porto quella riforma non saremmo a sentire le stupidate che sparano tutti i giorni questi della cricca GV.
    Che oggi vogliono fare le stesse cose ma da una posizione totalitaria e liberticida.
    Ok, ma oggi dove sono tutti i professoroni del No? Non c’è nessuno che parla e prende posizione contro l’autoritarismo di questa maggioranza. Mi sembra un po’ troppo di comodo.
    Almeno nel PD potevano e possono ancora parlare, nel regime prossimo venturo, chissà… a dir la verità non sono mai stato molto renziano, però santa pazienza, quest’uomo ha carisma e ancora molto seguito, che forse dovrebbe usare in maniera più plurale ma potrebbe essere ancora leader.
    Però mi sentirei di chiedere a Franco Monaco: ammesso che ci si separi ancora una volta, poi ciascuno per i fatti suoi? vuol dire ancora politiche divergenti? Di questo passo la quadra a sinistra non si troverà mai.
    E intanto in tutto questo bailamme l’ala liberaldemocratica del centrosinistra si è estinta o prossima ad essere tale. Di questo passo faremo governare i populisti a vita. Basta saperlo, che uno si sappia regolare.

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