Autonomia? Non disturbare, grazie!

24 ottobre 2018 di fabio pizzul

L’autonomia? Un affare di esecutivi. Alla faccia della partecipazione e della valorizzazione del territorio e dei suoi rappresentanti.
E’ quello che ci ha fatto capire il presidente della Lombardia Attilio Fontana replicando a una garbata richiesta di essere informati riguardo l’avanzamento delle trattative con Roma sulla possibile maggiore autonomia della Lombardia.
Della serie: siamo chiusi nelle nostre stanze, non disturbateci.

A un anno esatto dall’inutile referendum del 22 ottobre 2017 (54 milioni di euro per ottenere un via libera “popolare” che non era necessario), l’assessore alla Cultura e Autonomia della Lombardia, Stefano Bruno Galli ha annunciato di aver consegnato nelle mani del ministro degli Affari regionali Erika Stefani il testo “definitivo” dell’intesa tra Governo e Regione Lombardia.
Non so che cosa ci sia scritto nel testo, visto che non ho avuto modo di riceverlo e come me tutti gli altri consiglieri regionali che, fino a prova contraria, rappresentano i cittadini lombardi.
Il presidente Fontana replica a una mia richiesta di informazioni spiegandomi che la trattativa è una questione tra la Giunta e il Governo e che, a tempo debito, ovvero quanto l’intesa sarà siglata, sapremo tutto.
E meno male che lo stesso Fontana aveva richiesto collaborazione e condivisione a tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale…
Ricordo che quando si trattò di iniziare e condurre la trattativa tra l’allora Giunta Maroni e il Governo Gentiloni, lo si fece con il pieno coinvolgimento dei consiglieri regionali e tanto di sessioni pubbliche per rendere trasparente e partecipato il percorso.
Ma, evidentemente, erano altri tempi: gli attuali protagonisti della trattativa preferiscono operare a porte chiuse e senza troppi disturbi.
Spero che si giunga a un’intesa che possa davvero dare il via a un concreto e realistico percorso di autonomia secondo lo schema del regionalismo differenziato. Per ora non posso fare nulla di più che attendere e, a dir la verità, lo faccio non molto fiducioso perché, se il buon giorno si vede dal mattino, ci aspetta un’autonomia molto misteriosa e ancora più accentratrice, non esattamente quella che mi immagino possa servire alla Lombardia.

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