Autonomia: ancora parole e… con molto ritardo

22 ottobre 2018 di fabio pizzul

“Da questa mattina è nelle mani del ministro per gli Affari Regionali, Erika Stefani, il testo definitivo dell’intesa tra il Governo e la Regione Lombardia per l’attribuzione alla nostra Regione di un’autonomia differenziata ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione”. E’ quanto afferma con enfasi Stefano Bruno Galli, assessore della Regione Lombardia all’Autonomia e alla Cultura, parlando di svolta storica per la Lombardia.
Siamo arrivati a un risultato che poteva tranquillamente essere già raggiunto nel 2015, quando Maroni, con la complicità dei 5 Stelle, scelse di percorrere la strada del referendum piuttosto che di aprire da subito la trattativa con il Governo.

Personalmente auspico che la bozza di intesa annunciata oggi possa davvero portare autonomia alla Lombardia e non sia solo una scusa per sostituire il centralismo regionale a quello statale.
Prendo anche atto del fatto che ora non si parla più, a quanto si è capito, di residuo fiscale, che fu il cavallo di battaglia della Lega per il referendum: il vero passo avanti nella definizione della possibile autonomia è stato possibile grazie alla tenacia e alla concretezza del governo Gentiloni, che ha ricondotto la trattativa su binari realistici e siglato un’intesa che ha permesso all’attuale Governo di lavorare a un allargamento dell’elenco delle competenze sulla base della solidità di un percorso creato dal PD, che ha trasformato la propaganda leghista in una strada plausibile e percorribile ai sensi della Costituzione.
Quanto ai 5 Stelle, dimostrano una volta di più di essere semplici gregari e di non sapere far altro che mettersi a ruota della Lega.

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