Un organismo di controllo che nasce zoppo

19 settembre 2018 di fabio pizzul

Il Pd ha votato contro la legge istitutiva dell’Orac, il nuovo organismo regionale per le attività di controllo che sostituisce la precendente Arac (l’anticorruzione lombarda), voluta da Maroni, e altri comitati di controllo su appalti e trasparenza. Contestiamo, in particolare, l’articolo che ne determina la composizione, secondo cui la giunta sceglie sette componenti su nove e le minoranze ne indicano due. Uno squilibrio che ne mina l’indipendenza.

Su Orac è stato ignorato un semplice criterio di equilibrio per garantire che sia un organismo davvero indipendente. È vero che Lega e centrodestra governano in Regione da più di vent’anni ma sulle istituzioni non c’è usucapione. Siamo di fronte a una gestione arrogante del potere che noi non possiamo accettare.
Eppure ci avevamo creduto, avevamo apprezzato lo sforzo di semplificare il sistema dei controlli, cresciuto in modo scomposto nella scorsa legislatura, più per far vedere ai media e ai cittadini che Maroni, di fronte agli scandali, faceva qualcosa che per risolvere effettivamente i problemi della regione.
Abbiamo apportato miglioramenti significativi, grazie a un lavoro collegiale in commissione, ma abbiamo anche chiesto che Orac fosse davvero indipendente e su questo la maggioranza si è completamente arroccata, come se temesse controlli davvero terzi ed efficaci. Una situazione che non potevamo certo avallare: non è possibile che il controllato si scelga i controllori.
Il provvedimento è stato approvato a maggioranza con 44 sì e 28 contrari.

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