L’autonomia è priorità per il PD, per rilanciare attenzione a enti locali e territori

7 settembre 2018 di fabio pizzul

I gruppi regionali del Pd di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna scrivono al segretario dem Maurizio Martina e ai capigruppo di Camera e Senato, Graziano Delrio e Andrea Marcucci, per rilanciare l’impegno del Pd per il regionalismo differenziato, a partire dalle pre-intese siglate con il Governo Gentiloni.
Chiediamo che l’autonomia sia priorità dell’azione politica del partito e dei gruppi parlamentari. Sulla possibile intesa regna la confusione nel governo giallo-verde, visto che Salvini promette di chiudere le trattative in tempi rapidi ma tra i Cinquestelle non sembra esserci altrettanto entusiasmo. Per giungere ad una proposta credibile occorre entrare nei dettagli delle competenze e delle conseguenze finanziarie ed economiche, cosa che a Roma non mi pare stiano facendo. Tematiche così importanti non possono essere trattate con la superficialità che caratterizza questo Governo e deve quindi essere coinvolto anche il Parlamento.


La lettera, firmata da tutti i consiglieri Pd delle tre Regioni, ribadisce “il valore di un’autonomia del decentramento e della prossimità, nel quadro nell’unità della Repubblica e della solidarietà nazionale”, ricordando che il regionalismo differenziato era stato inserito in Costituzione su iniziativa del Centrosinistra. Ma il percorso di riconoscimento di maggiore autonomia, dopo “le valenze isolazioniste e populiste con cui la Lega ha caricato tali iniziative”, è ora frenato dal nuovo contesto politico, “segnato da evidenti contraddizioni tra spinte liberiste (flat tax) che guardano al nord e proposte assistenzialistiche (reddito di cittadinanza) rivolte al sud”, alle quali occorre contrapporre deve contrapporre “le capacità di autogoverno delle autonomie locali, la piena responsabilizzazione della politica nei territori e la capacità di relazione con contesti sociali ed economici differenziati che esprimono domande di governo specifiche”.

Il testo della lettera e le firme

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