In ascolto di chi è in carcere

21 giugno 2018 di fabio pizzul

Uno sportello in ogni carcere della Lombardia per raccogliere le richieste e le segnalazioni di disagio da parte dei detenuti e facilitare il loro rapporto con la pubblica amministrazione. È l’idea del Difensore Civico e Garante dei detenuti in Lombardia, Carlo Lio, che ha inaugurato oggi il primo ufficio presso il carcere di Opera.

L’ufficio sarà aperto inizialmente una giornata al mese e sarà a disposizione dei detenuti per consentire, anche a chi si trova in condizioni di restrizione della libertà personale, di accedere ai servizi previsti dalla legge, garantendo la reale fruizione dei diritti civili.

“Obiettivo di questo progetto è avvicinare i detenuti all’istituzione che ha il compito di tutelarli – ha spiegato Carlo Lio -, aprendo sportelli direttamente accessibili all’interno del carcere. Il mio intento è portare il servizio in tutte le carceri della Lombardia, avviando collaborazioni con gli uffici dei Garanti dei cittadini nei Comuni sedi di case di reclusione”.

Quella avviata dal Difensore regionale della Lombardia è una delle prime esperienze di sportello aperto da un’istituzione direttamente nel carcere. Molti Paesi europei prevedono una figura di garanzia dei diritti delle persone private della libertà. Scopo del difensore  è individuare eventuali criticità e, in un rapporto di collaborazione con le autorità responsabili, trovare soluzioni per risolverle, limitando quelle situazioni che generano occasioni di ostilità o che originano reclami da parte dalle persone ristrette.
Durante la presentazione nel carcere di Opera, alla presenza del provveditore regionale Pagano, dei direttori di tutte le carceri milanesi e della presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano Giovanna De Rosa, sono intervenuti due reclusi, uno dei quali, definendosi “uomo detenuto”, ha plaudito all’iniziativa augurandosi che non sia solo estemporanea ma possa durare nel tempo per offire un supporto reale soprattutto a chi, dopo la fine della pena, ha il problema di reinserirsi nella società.
A questo proposito, il difensore civico e tutti  i direttori presenti hanno lanciato un appello ai parlamentari perché non blocchino la riforma del sistema carcerario ormai arrivata alla sua conclusione. Contrariamente a quanto si racconta, infatti, essa non è un favore per chi delinque, ma uno strumento per i magistrati che possono, anche grazie all’applicazione delle misure alternative, rendere più efficace e utile per la società l’esecuzione della pena.

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