Il vento buono che ci apre agli altri

21 maggio 2018 di fabio pizzul

Una comunità che sta chiusa mette un po’ di tristezza.
E’ una delle affermazioni centrali dell’omelia con cui l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, ha salutato i presenti alle Festa dei popoli, celebrata nella chiesa milanese di Santi Stefano in occasione della Pentecoste.
Utilizzando la metafora della barca a vela che, se ferma in porto con le vele legate comunica una grande tristezza, Mons. Delpini ha parlato dello Spirito santo come di un vento amico che gonfia le vele, invita ad aprirsi e a prendere il largo.

Di fronte al vento amico che soffia, l’Arcivescovo ha invitato i migranti provenienti dalle diverse comunità etniche ad aprire le vele, a prendere il largo con coraggio, perchè “il vento amico ci incoraggia e rende più lieta la navigazione”.
Non ogni vento, però, è amico, secondo Delpini, perchè in alcuni casi il vento è terribile, distruttivo, insidioso.
Il vento amico è solo quello che proviene dalla croce di Gesù.
Al contrario, c’è un vento che causa confusione e genera un’emotività incontrollata che spinge gli uni verso gli altri.
Solo uno stile di relazione caratterizzato dalla mitezza e dall’umiltà, ha sottolineato l?arcivescovo, fa sì che ci si possa aprire agli altri perchè tutto quello che c’è di buono viene trasfigurato dallo Spirito che spinge verso l’utilità comune e il bene di tutti.
Agli stranieri presenti, ormai pietre vive della chiesa di Milano e non semplici ospiti, Delpini ha raccomandato di essere pronti a giocare un ruolo attivo a Milano, perchè “ciascuno è chiamato a costruire l’unica chiesa che accoglie tutti i popoli e li trasforma nel popolo dei figli di Dio”.
In tempi di sospetti reciproci e di volontà di chiudersi in falsamente rassicuranti comunità omogenee, la Festa delle genti ha lanciato un messaggio di fiducia e di speranza. Sentire cantare e pregare in almeno 10 lingue diverse non mi ha turbato o preoccupato, mi ha piuttosto spinto a considerare la bellezza di poter riconoscere le diversità nel tentivo di comporle in un’unità più ricca e stimolante, anche nella chiesa.
Le fatiche non mancano, così come le contraddizioni e i problemi dei diversi gruppi di stranieri ormai stabilmente presenti a Milano e Lombardia, ma è sostenendo le cose positive di cui sono portatori e promuovendo le buone pratiche che si possono contrastare i fenomeni di illegalità e isolare gli estremismi.

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