Scelte di libertà: i 70 anni della FIVL

28 aprile 2018 di fabio pizzul

Non tutti lo sanno, ma neppure i partigiani hanno un’unica associazione di rappresentanza. Ieri e oggi a Milano sono stati celebrati i 70 anni di una delle associazioni, la FIVL, che proprio nel 1948 si staccò dalla più nota ANPI.
Le antiche e profonde divisioni, oggi si sono praticamente risolte, ma rimangono letture diverse, anche se sempre più condivise della Resistenza e della storia delle formazioni partigiane. Oggi in Università Cattolica si è tenuto un convegno celebrativo cui, in segno di condivisione, ha portato il suo saluto il presidente provinciale milanese dell’ANPI Roberto Cenati. In rappresentanza del Comune di Milano è intervenuto l’assessore Marco Granelli, mentre io ho avuto l’onore di rappresentare il Consiglio regionale della Lombardia. (qui il mio intervento)

Credo importante anche dire due parole sull’origine della FIVL, prendendo spunto da quanto scritto sul sito della stessa.
Dopo la fine della seconda guerra mondiale venne costituita l’ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA, alla quale potevano iscriversi partigiani, patrioti, combattenti regolari della campagna di liberazione o reduci dalla deportazione.
Nel febbraio del 1948 , durante il drammatico congresso dell’A.N.P.I., i partigiani che avevano militato nelle formazioni autonome ed in quelle cattoliche si dissociarono ufficialmente dall’A.N.P.I soprattutto per ragioni legate alla politica estera (gli autonomi e i cattolici si schierarono per il sostegno del Patto Atlantico, della Nato e contro le rivendicazioni della Jugoslavia nel Friuli Venezia Giulia, mentre l’ANPI espresse solidarietà alla Russia, al Patto dl Varsavia ed appoggio alle richieste della Jugoslavia di Tito al Confine Orientale).
Il 22 Marzo 1948, nei locali dell’istituto San Carlo di Milano e davanti all’avvocato Giuseppe Galizia, fu stipulato l’atto costituivo della Federazione Italiana Volontari Libertà, che raccolse i partigiani delle formazioni autonome e cattoliche.

Al convegno di oggi sono intervenuti con tre interessanti relazioni il prof. Massimo De Leonardis, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, il prof. Alfredo Canavero, dell’Università degli Studi di Milano e l’ambasciatore Sergio Romano, editorialista del Corriere della Sera.
Il professor De Leonardis ha ricostruito il rapporto tra movimento partigiano ed alleati, sottolineando come secondo gli eserciti britannico e statunitense i partigiani avrebbero dovuto essere protagonisti di azioni di disturbo e sabotaggio del nemico e non certo diventare un vero e proprio esercito di liberazione.
Il professo Canavero ha proposto un approfondimento sul ruolo dei cattolici nella Resistenza, sottolineando come, alla prudenza del Vaticano e delle gerarchie, che però non hanno mai voluto riconoscere la Repubblica Sociale di Salò e hanno dato protezione a migliaia di antifascisti ed ebrei, si affiancarono la generosità di tanti preti e laici che parteciparono in prima persona alla Resistenza e non sempre vengono ricordati e riconosciuti.
L’ambasciatore Romano ha ricordato come ci furono diverse resistenze a secondo dei paesi europei e ha sottolineato come in molti casi più che di guerra di liberazione si debba parlare di vera e propria guerra civile, non tanto in Italia, quanto in paesi come il Belgio, in parte la Francia e diversi paesi dell’Europa orientale in cui erano presenti forti componenti anti-sovietiche e filo-tedesche.
Durante le celebrazioni di questi giorni sono state anche rilanciate almeno un paio di recenti pubblicazioni sulla Resistenza, la ristampa de “I quaderni del Ribelle” curata dalla Fiamme Verdi di Brescia, e la nuova edizione del volume dedicato ai preti e ai laici cattolici ambrosiani che fecero la Resistenza curato da don Giovanni Barbareschi.
In occasione del suo 70°, la FIVL ha anche realizzato un documentario che verrà distribuito soprattutto nelle scuole e di cui qui di seguito potete vedere il trailer.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *