Arresti in due ospedali milanesi con ombre fin dentro il Palazzo

10 aprile 2018 di fabio pizzul

Nuova ondata di arresti nella sanità lombarda. Acquisto di presidi sanitari da parte dei medici in cambio di soldi, inviti a congressi a Parigi o in Alto Adige, borse griffate o stage professionali per figli e parenti. Sono finiti in carcere un imprenditore e ai domiciliari 4 primari e un direttore sanitario degli Istituti Ortopedici Galeazzi e Cto-Pini. E spunta addirittura il nome dell’ex sottosegretario alla trasparenza della giunta Maroni.

Secondo le indagini della Procura di Milano, alcuni medici avrebbero brevettato prodotti poi venduti da società di cui loro stessi avrebbero avuto, tramite le mogli, le quote.
Sei le ordinanze di custodia cautelare per corruzione a Paola Navone, Giorgio Maria Calori e Carmine Cucciniello, direttore sanitario, e responsabili delle unita’ operative di Chirurgia ortopedica Riparativa-Risk Management e di Ortopedia Correttiva del Cto-Pini e a Lorenzo Drago e Carlo Luca Romano’, uno a capo della divisione di Chirugia Ricostruttiva e l’altro del Laboratorio Analisi del Galeazzi. E’ finito direttamente in carcere l’imprenditore Tommaso Brenicci a capo di molte societa’ attive nel settore del commercio all’ingrosso di articoli medicali e ortopedici. L’indagine sarebbe uno sviluppo di quella che ha portato, circa un anno fa, all’arresto di un altro primario del Pini, Norberto Confalonieri.
Dalle indagini emerge un particolare ancora più sconcertante: uno dei primari si sarebbe rivolto a Gustavo Cioppa, ex sottosegretario per la trasparenza e la legalità (sic!) alla Presidenza presso la Giunta lombarda, ora indagato per favoreggiamento e abuso d’ufficio, affinche’ intercedesse in Regione per accreditare il reparto come punto di riferimento regionale per il trattamento delle infezioni articolari.
Il giro d’affari sotto la lente delle procura ammonterebbe a diverse centinaia di migliaia di euro.

Vedremo quali saranno gli sviluppi di questa nuova inchiesta e se le accuse saranno confermate, ma il dato politico mi pare clamoroso: il proliferare di organismi di controllo non ha introdotto anticorpi alla corruzione e non ha dato alcun risultato. Il coinvolgimento, come indagato dello stesso ex sottosegretario Cioppa è lì a dimostrarlo.
Ancora una volta dobbiamo tristemente constatare come la sanità lombarda, che ha molte eccellenze, rischia di diventare più nota per le vicende giudiziarie che per il suo valore clinico.
La nuova giunta regionale deve intervenire subito, introducendo maggiore trasparenza nelle gare di acquisto e un sistema di controlli efficace che non preveda solo verifiche meramente amministrative, come viene fatto oggi.
L’avventura della nuova giunta Fontana non inizia sotto i migliori auspici e dalle parti dell’assessorato al welfare dovrebbero farsi più di qualche domanda rispetto alla propria capacità di prevenire e contrastare l’illegalità.

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