Chi posso rendere felice oggi?

31 gennaio 2018 di fabio pizzul

Da tempo non si vedeva un Duomo di Milano così pieno di ragazzi e giovani. L’Arcivescovo ha presieduto oggi una Messa in occasione della festa di don Bosco nel settantesimo anniversario della presenza dei Salesiani a Sesto. E mons. Delpini ne ha approfittato per emanare un “editto” su misura per i ragazzi presenti.

Era il 1948, appena dopo la Guerra, quando il cardinal Schuster chiese ai Salesiani di aprire una loro scuola a Sesto San Giovanni, nel cuore di quella che allora era la cintura milanese operaia, che usciva stremata dalla Seconda Guerra Mondiale. Una scelta che ha portato frutti abbondanti con un impegno educativo e sociale che ha fatto sì che decine di migliaia di giovani considerino quelli passati all’istituto di Sesto anni decisivi per la loro vita.
L’Arcivescovo nella sua omelia ha ricordato come nessuno debba sentirsi inutile o abbandonato: lo sguardo di Dio abbraccia tutti noi e regala dignità. Ha poi avuto parole cariche di affetto per i ragazzi e i giovani presenti invitandoli a non perdere tempo e a rendersi conto di essere fatti per cose belle e non per buttarsi via. Da qui l’invito, in pieno stile don Bosco, esplicito ai presenti: “pregate, sperate, siate lieti”.
E, prima della benedizione finale, mons. Delpini, con la sua consueta vena ironica, ha voluto emanare dalla sua cattedra in Duomo un editto che tutti gli studenti dei Salesiani di Sesto devono eseguire: ogni mattina, appena svegli, domandatevi “chi posso fare contento oggi?”. E dall’Arcivescovo è arrivato anche un compito per gli educatori ed insegnanti, quello di affiggere in tutte le classi per almeno una settimana un cartello con su scritto “vi siete chiesti chi potete rendere felici oggi?”. Così almeno, ha concluso, i ragazzi si sentiranno un po’ in colpa.
Una gran bella festa quella di oggi in Duomo che testimonia quanto l’opera dei Salesiani sia entrata nel cuore dei sestesi e dell’intera diocesi di Milano.

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