Che fine hanno fatto i tablet del referendum?

5 dicembre 2017 di fabio pizzul

Il referendum per l’autonomia sembra ormai lontano anni luce. Anche i toni del presidente Maroni e della maggioranza sono molto diversi e, per fortuna, più consoni alla Costituzione.
Ma che fine hanno fatto i tablet del referendum?
E quanto si è speso, alla fine, per la consultazione?
A quasi un mese e mezzo dal 22 ottobre non si sa nulla.
Per questo ho chiesto chiarimenti alla Giunta che ha risposta oggi in aula attraverso un intervento del sottosegretario Fermi.
E la sensazione che sia stato un grande spreco è tutt’altro che tramontata.

Questi i numeri, ancora in fase di verifica per un puntuale e definitivo rendiconto:
– rimborsi ad enti locali e prefetture per operazioni di voto: 21 milioni circa
– supporti cartacei per operazioni di voto: 420.000 euro circa
– rimborsi a prefetture ed enti locali per ordine pubblico: 3,4 milioni circa
– rimborso alle Corti di Appello per loro attività: 400.000 euro circa
– software, tablet e loro gestione: 17,8 milioni
– comunicazione istituzionale per referendum: 3 milioni

Per un totale di 46 milioni e 20mila euro a cui bisogna aggiungere le imposte previste dalla legge. Il che fa lievitare le spese ben oltre i 50 milioni di euro, come si era peraltro già comunicato.
Per quanto riguarda i tablet o, per meglio dire, le voting machine, rimangono di proprietà di Regione Lombardia.
1500 verranno trattenute per future votazioni (referendum per fusione comuni)
Le altre 23000 verranno messe a disposizione delle scuole o di altre amministrazioni pubbliche che ne faranno richiesta.
Sono in corso le operazioni di riconversione dei tablet e di caricamento del nuovo software che è stato concordato con l’Ufficio Scolastico Regionale.
Entro metà dicembre verranno effettuati, così ha dichiarato il sottosegretario Fermi, i primi test di alcuni tablet presso alcune scuole della regione.

Mi sono dichiarato soddisfatto del dettaglio dei costi e ho chiesto che i conti definitivi, una volta definiti, vengano comunicati al Consiglio. La mia soddisfazione non riguarda certo il merito e l’utilità della spesa.
Per quanto riguarda i tablet, ho espresso molti dubbi riguardo la procedura e il ritardo della stessa e ho stigmatizzato il fatto che non ci sia ancora una scadenza precisa riguardo la loro messa a disposizione delle scuole.
Con quello che si è speso, le scuole lombarde avrebbero avuto una sorta di rivoluzione 2.0…

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