Diario di Expo del 20 ottobre – Il dopo Expo di Refettorio Ambrosiano

20 Ottobre 2015 di fabio pizzul

Il Refettorio Ambrosiano è stato un modo per portare i poveri al centro di Expo. Ora continuerà a operare, come eredità materiale e spirituale, che la Chiesa ambrosiana vuole lasciare alla città dopo Expo», lo ha detto questa mattina il vicedirettore di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti, annunciando il primo accordo siglato per la gestione post esposizione del Refettorio: una fornitura di pasta per almeno un anno, offerta dal Pastificio Zini di Cesano Boscone

«La povertà alimentare non riguarda solo il Sud del mondo anche nei paesi del Nord. Oggi 53 milioni di europei fanno fatica a mangiare un pasto completo ogni giorno. In Italia in cinque anni sono più che raddoppiate le persone che non possono più permettersi una dieta equilibrata. Solo a Milano e dintorni nel 2014 quasi mezzo milione di concittadini hanno dovuto ricorrere agli aiuti alimentari erogati da mense e parrocchie. In Expo abbiamo voluto portare la loro voce e quelle di tutti coloro che non hanno nel mondo la possibilità di sfamarsi in modo adeguato perché non hanno accesso alla terra, o perché sono vittime della speculazione finanziaria sul cibo. Questioni per le quali pensiamo che sia necessario andare ben al di là degli impegni che ha assunti dalla Carta di Milano», ha sottolineato Luciano Gualzetti.

L’accordo sottoscritto con il pastificio Zini di Cesano Boscone prevede la fornitura di pasta fresca surgelata per più anni a partire dal 1° novembre. Non vi sarà un limite predefinito al quantitativo di prodotto che sarà donato dall’azienda, ma si può stimare che corrisponderà ad una disponibilità tra i 30 e i 50 quintali annui.

Quello con il pastificio Zini non è il solo accordo stretto da Caritas Ambrosiana e la Diocesi di Milano per la gestione futura del Refettorio. Un’intesa con alcune delle migliori aziende olivicole italiane garantirà la fornitura di olio per un anno.

Nel frattempo proseguirà anche il recupero delle eccedenze alimentari. Smantellato il Supermercato del Futuro aperto da Coop in Expo alla fine dell’esposizione, il Refettorio continuerà a ricevere i prodotti da altri punti vendita presenti nella città di Milano.

Dal 5 giugno ad oggi, sono state recuperate dal sito espositivo già 15 tonnellate di cibo. I prodotti – frutta e verdura, carne e pesce, pasta, focacce, latticini e formaggi – prossimi alla data di scadenza ma ancora perfettamente commestibili, sono stati rimessi nel circuito della solidarietà. 10 tonnellate hanno rifornito la dispensa del Refettorio, dalla quale 40 chef di fama internazionale chiamati da Massimo Bottura, ideatore con Davide Rampello del progetto, hanno ogni sera improvvisato un menù, trasformando le eccedenze in eccellenze. 5 tonnellate sono andate alle mense e comunità della zona di Lecco, all’Istituto Canossiano di Milano, all’Associazione Fratelli di San Francesco, alla Comunità di Villapizzone, ai Carmelitani e alla Comunità Quinto Sole di Milano, alla Comunità Irene di Arluno.

Si può sostenere il progetto Refettorio Ambrosiano facendo una donazione sulla piattaforma di crowdfunding noprofit.upeurope.com.

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