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Tour nelle carceri lombarde 3: Opera

16 agosto 2011 di fabio pizzul

Carcere di Opera

Famoso perché vi sono rinchiusi i maggiori esponenti del crimine nostrano, quello di Opera è il più grande carcere italiano: una città nella città, alle prese con la crisi economica, la burocrazia, la sanità. Se a San Vittore arrivano per lo più gli arrestati o coloro che sono stati condannati a pene brevi, a Opera vengono rinchiusi i condannati definitivi e che devono scontare pene lunghe. La percentuale del numero di italiani rispetto agli stranieri è nettamente a favore dei primi e invertita rispetto a quello delle case circondariali come San Vittore (cfr. post dedicato).

Un’area del carcere è destinata ai detenuti in regime di 41 bis: è il cosiddetto carcere duro o di massima sicurezza, dove si trovano in isolamento individuale gli esponenti della criminalità organizzata provenienti da tutte le parti d’Italia. Un’altra area del carcere è invece un attrezzato polo ospedaliero gestito dal San Paolo. Per questa ragione spesso vengono mandati qui detenuti malati provenienti da altre carceri italiane. Lo stesso si verifica per il polo psichiatrico. Ogni giorno circa 80 detenuti vengono scortati dalla polizia penitenziaria al Palazzo di Giustizia a Milano, per presenziare ai processi. Ovviamente la logistica è assai complessa da gestire e assorbe molto personale. continua a leggere »

Tour nelle carceri lombarde 2: il Beccaria

14 agosto 2011 di fabio pizzul

Carcere minorile Cesare Beccaria

Non mancano gli spazi, nemmeno la passione degli operatori, ma i tagli di bilancio sono arrivati anche in via Calchi Taeggi, dove, proprio accanto alla fermata MM di Bisceglie, sorge il carcere minorile milanese dedicato all’illustre milanese fautore dei diritti civili, Cesare Beccaria.

Il carcere, dove in questi giorni è stato accolto il minorenne che a Socivo ha ucciso l’appena 18enne Lorenzo, ospita ragazzi dai 14 ai 21 anni. Le lezioni sono finite anche per loro, ma la scuola di vita dentro le mura continua anche d’estate.

In ogni cella dormono in genere in tre. Accanto ai letti trovano posto un solo armadio a due ante e un solo scrittoio. Di giorno di norma i ragazzi vivono negli spazi comuni divisi in gruppi – le sbarre delle singole celle vengono aperte alle 8 e chiuse alle 20. Manca loro la libertà, ma non un progetto educativo pensato per offrirgli strumenti di crescita, condivisione e studio. L’uso della biblioteca, delle aree gioco e della palestra avviene sotto orari e regole ferree con la costante supervisione di educatori e agenti della polizia penitenziaria, sempre presenti a tutte le ore del giorno e della notte. continua a leggere »