Archivio tag: Napolitano

WebRadio Settimanale – 23 Gennaio 2015

23 gennaio 2015 di fabio pizzul

webradioNell’edizione di questa settimana:

  • Rassegna stampa: Quirinale, Moschee, Riforme della Sanità, Malpensa
  • Interviste: Grandi elettori regionali per il Quirinale, libertà di culto e Costituzione.
  • Editoriale: Il biglietto da visita dei grandi elettori lombardi.

 

Serenità e coraggio. L’augurio di Napolitano

1 gennaio 2014 di fabio pizzul

Veronica, Franco, Daniela, Vincenzo.
Sono i nomi di alcuni tra i tanti che nel 2013 hanno scritto a Napolitano.
La scelta del presidente di mettere queste lettere a suggello del suo discorso di fine anno mi è parsa felice e azzeccata. E’ come aver detto a tutta la politica italiana da dove bisogna ri-cominciare e chi deve essere al centro delle preoccupazioni quotidiane di chi ha il compito di lavorare nelle istituzioni.
Non è un caso che la metà delle lettere provenga dalla Lombardia. La nostra regione ha una grande responsabilità nel condurre l’intero Paese fuori da una crisi che è ormai sociale più ancora che economica.

Il presidente ha ricordato perché era ancora lì, a pronunciare l’ottavo discorso da Capo dello Stato.
Nello scorso aprile c’è stata una corale richiesta di un supplemento di responsabilità per lui che aveva già messo in conto la fine del suo servizio. E Napolitano ha giustamente ricordato che alla sua responsabilità deve seguire quella delle forze politiche presenti in Parlamento.

Mi è piaciuto molto il passaggio in cui Napolitano ha voluto individuare nel “coraggio degli italiani” l’ingrediente decisivo per far scattare nel 2014 quella ripresa di cui l’Italia ha così acuto bisogno. Un coraggio di rialzarsi, di praticare la solidarietà, di intraprendere e innovare.

Ma è un coraggio che ha bisogno di un forte supporto da parte di chi ha responsabilità politiche.
Napolitano richiama a “lungimiranti e continuative scelte di governo, con le quali debbono misurarsi le forze politiche e sociali e le assemblee rappresentative, prima di tutto il Parlamento, oggi più che mai bisognoso di nuove regole per riguadagnare il suo ruolo centrale”.

Sono parole chiare, come i compiti che questo 2014 affida a ciascun italiano.
Auguro che ciascuno possa farsene carico per un obiettivo comune: il rilancio di questo nostro Paese.

Discorso fine anno 2013

Per uscire dall’emergenza carceri

10 ottobre 2013 di fabio pizzul

Bene ha fatto il presidente Napolitano a risollevare il problema dell’affollamento nelle carceri italiane. Al di là di ogni polemica su indulto e amnistia in relazione con la situazione giudiziaria di Silvio Berlusconi, la situazione del sistema carcerario italiano è davvero inaccettabile.

Facciamo parlare i numeri.

In Italia non abbiamo una media di detenuti in rapporto agli abitanti particolarmente elevata.
I detenuti sono 107 ogni 100.000 abitanti, contro i 135 della Gran Bretagna e i 149 della Francia.

Il problema è l’affollamento, con 146 detenuti per 100 posti letto disponibili in carcere.
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Impietriti dalla tragedia di Lampedusa

3 ottobre 2013 di fabio pizzul

Difficile dire parole di fronte all’immane tragedia di Lampedusa.
Il mare ha restituito, al momento, 110 corpi, ma i morti potrebbero essere ancora decine, se non centinaia. Un esercito di disperati affronta il mare affidandosi a trafficanti senza scrupoli. Il viaggio della speranza, per l’ennesima volta, si spegne in un buio che parla solo di morte. Alle porte della ricca Europa.
Difficile dire parole, necessario non voltarsi dall’altra parte, come se quanto accaduto non dovesse esser affar nostro.
E’ il momento del silenzio e della preghiera. Anche in consiglio regionale, domani alle 12, verrà celebrata una Messa di suffragio.
Il grido soffocato di tanti migranti non può però svanire nel nulla.
Papa Francesco parla di vergogna.
Il presidente Napolitano dice con fermezza che bisogna agire.
L’Italia non può rimanere indifferente, ma l’Europa deve rispondere.
Guai a speculare su quanto accaduto, ma guai anche a far finta di nulla.
Discutiamo seriamente delle regole che ci siamo dati, in Italia e in Europa.
Ma facciamolo sul serio e non solo per trovare l’ennesimo alibi che ci consenta di voltarci dall’altra parte.
E’ il momento del silenzio, del dolore, della vergogna per non essere riusciti ad evitare l’ennesima tragedia.
Da domani deve iniziare il momento della responsabilità.

Senatori a vita: scelte di qualità, ma avrei evitato…

30 agosto 2013 di fabio pizzul

Personalmente, fossi stato al posto di Napolitano, non avrei nominato nuovi senatori a vita.
E non per una mera questione economica, perché non saranno certo i quattro nuovi trattamenti economici dei neo senatori a vita ad accentuare le difficoltà economiche del nostro Paese.
Il dubbio riguarda piuttosto la funzione dei senatori che dovrebbero essere rappresentanti del popolo piuttosto che titolari di una carica onorifica o di prestigio. Napolitano, in questo senso, non ha fatto altro che applicare quanto gli è concesso dall’articolo 59 della nostra Costituzione che recita: “È senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della Repubblica. Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”.
Mi pare però che l’attuale momento politico avrebbe potuto consigliare maggiore prudenza nel sottolineare quello che potremmo definire il ruolo onorifico del senatore. Dovremmo piuttosto recuperare una dimensione di vicinanza delle istituzioni rappresentative ai cittadini.
Va dato atto, però, al Presidente di aver scelto quattro italiani di grandissima qualità e di aver pescato (scelta saggia e condivisibile) fuori dal mazzo della politica.
Elena Cattaneo, Carlo Rubbia, Renzo Piano e Claudio Abbado rappresentano senza ombra di dubbio delle punte di diamante della ricerca e della cultura italiana e potranno dare un contributo significativo al dibattito della camera alta del nostro Parlamento.
Mi permetto di aggiungere che rimane urgente un ripensamento del nostro assetto parlamentare: diminuzione del numero degli eletti e abbandono del bicameralismo perfetto non sono ulteriormente rinviabili.

Basterà la saggezza di Napolitano?

14 agosto 2013 di fabio pizzul

Basterà l’intervento del presidente Napolitano a riportare equilibrio in un dibattito politico che pare condizionato dall’ossessione per la sorte politica e personale di Silvio Berlusconi? Può un Paese rimanere ostaggio della sorte di un suo pur importante cittadino?
Sulla vicenda giudiziaria di Silvio Berlusconi si sono consumate pagine molto faticose per l’Italia, soprattutto per l’innata tendenza a trasformare ogni questione in un confronto tra opposte tifoserie alla ricerca di una precaria quanto illusoria vittoria sulla parte avversa. E’ possibile andare oltre e tornare a parlare di Italia e di futuro? continua a leggere »

La porta stretta del PD

23 aprile 2013 di fabio pizzul

Ore convulse per il Partito Democratico.
Pierluigi Bersani ha confermato davanti alla direzione nazionale le sue dimissioni.
Il risultato della direzione è stato netto con l’approvazione a larghissima maggioranza di un documento con cui il partito dà pieno sostegno al tentativo del presidente Napolitano di dare vita a governo “mettendo a disposizione la propria forza parlamentare e le proprie personalità”.
Ma in queste ore si assiste anche a duri scontri, soprattutto sui media, tra diverse e legittime posizioni all’interno del PD.
Non mi pare il modo migliore per uscire dal buco in il partito si è cacciato. continua a leggere »

La sferzata del Presidente

22 aprile 2013 di fabio pizzul

Giorgio Napolitano succede a se stesso nel ruolo di Presidente della Repubblica.
Dopo i giorni della tensione che ha accompagnato le camere riunite (e bloccate) in seduta congiunta per l’elezione del Presidente, il quadro istituzionale italiano torna a muoversi. Ma le perplessità, i distinguo e le tensioni non mancano.
Propongo qualche mio pensiero con la consapevolezza di rischiare di andare incontro a più di una critica.
Il discorso integrale del presidente Napolitano alla Camera
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Guardare con fiducia a un futuro non facile

3 giugno 2011 di fabio pizzul

In occasione della Festa della Repubblica, il presidente Napolitano è tornato a proporre importanti riflessioni sul nostro Paese. Dopo una dura campagna elettorale, indipendentemente dagli esiti del voto, chi intepreta un ruolo istituzionale ha il dovere di rappresentare tutti i cittadini.
Per fortuna che c’è Napolitano, perché il nostro premier Berlusconi, per il momento, si preoccupa solo di trovare presunti responsabili per la sua sconfitta alle amministrative.
Il Presidente della Repubblica ha parlato ieri del l’Italia ha compiuto un lungo e travagliato cammino  e ha continuato: “Ci siamo sforzati di ripercorrerlo con spirito critico in occasione di un così solenne anniversario, traendone motivi di lucida consapevolezza, di orgoglio e di fiducia. L’Italia è profondamente cambiata, soprattutto da quando è risorta a vita democratica, riacquistando libertà, unità e indipendenza dopo il ventennio della dittatura fascista e la tragedia della seconda guerra mondiale”. continua a leggere »