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Diario di Expo del 2 ottobre – Bonomi: la Carta di Milano è solo un inizio

2 ottobre 2015 di fabio pizzul

«Sarà sufficiente la Carta di Milano consegnata a Ban Ki-moon? Non credo, ma è l’inizio del percorso, di un cambio d’epoca». Lo ha detto il sociologo Aldo Bonomi, intervistato dal giornalista Paolo Lambruschi sull’eredità di Expo nel corso dell’incontro “Dopo Expo vorrei… lotta ai poveri o alla povertà” organizzato davanti all’Edicola Caritas.

«Expo va letta in due modi – ha sottolineato il sociologo – Expo è andata bene per logistica e numero di visitatori, ha funzionato dal punto di vista geopolitico, per il numero di capi di Stato che l’hanno visitata, per l’aumento del PIL ai turisti. Però attenzione, Expo è stato anche un diffondersi di segnali carsici diffusi sotto traccia: basta vedere la riunione mondiale delle Caritas e poi i convegni su cui si è ragionato a spizzichi e bocconi di temi che stavano dietro al titolo. Se questi segnali deboli andranno nella direzione del cambio d’epoca potremmo dire che anche questo Expo è stata all’insegna della discontinuità con il passato. Quella di Milano ha come centro il tema della nutrizione ma dietro questo c’è il tema della fame. Qualcuno ha pensato che questo volesse dire cuochi di tutto il mondo unitevi invece no, è indigenti di tutto il mondo unitevi».

Bonomi ha anche parlato anche dell’enciclica “Laudato si’”: «Noi facciamo sempre confusione tra terra e territorio, li usiamo in maniera indifferente, invece il dibattito in corso dice che la terra è terra ed è una risorsa scarsa, l’uomo deve curarla e preservarla. Il territorio è la costruzione sociale e quindi l’enciclica del Papa non è un’enciclica verde perché parte dalla terra ma ci ricorda che dobbiamo costruire il territorio delle forme di convivenza, dell’abitare. E quindi il Papa fa un’enciclica rivolta al territorio, come noi abitiamo la terra: è un invito a costruire luoghi che uniscono, che mettono in connessione».

L’appuntamento rientrava nel ciclo di dialoghi-testimonianza “Dopo Expo vorrei…” ideato da Caritas per riflettere sull’eredità di Expo. Ogni venerdì sino a fine ottobre, davanti al piccolo padiglione che Caritas ha allestito a Expo Milano 2015, è previsto il confronto tra un esperto e un testimone, sollecitati da un giornalista, a partire da una domanda: quale contributo l’Esposizione deve lasciare alla città nell’ambito nel quale sono impegnati. La decisione di organizzare un programma di incontri aperti ai visitatori nasce dalla convinzione che Expo è occasione di incontro e confronto, capace di generare un cambiamento autentico, a cominciare dagli stili di vita della città. Un’occasione che per realizzarsi deve essere stimolata, aprendo il confronto a tutti i cittadini e visitatori, oltre i circoli degli addetti ai lavori. Questo cambiamento sarà, prima ancora dei numeri, il vero lascito per Milano e il Paese di Expo Milano2015.

Diario di Expo del 13 settembre – Una giornata di condivisione vegetariana per riflettere sul futuro del pianeta

13 settembre 2015 di fabio pizzul

Ad Expo arriva la giornata dedicata all’alimentazione vegetariana.
Martedì 15 settembre, su iniziativa dello Chef Ambassador Pietro Leemann e del giornalista Gabriele Eschenazi, verrà lanciato un messaggio chiaro: promuovere uno stile alimentare sostenibile e cruelty free che preservi la biodiversità e che contribuisca a sconfiggere la fame nel mondo.
Nel mondo i vegetariani sarebbero oltre 370 milioni di persone nel mondo.
La giornata di condivisione vegetariana intende diffondere una cultura del rispetto, che sarà fondamentale per permettere al Pianeta di avere un futuro.
Durante gli incontri previsti durante la giornata, Leemann inviterà i Paesi Partecipanti a promuovere il consumo di alimenti e piatti vegetariani all’interno dei loro ristoranti o a organizzare dibattiti sul tema.

Dalle ore 13.30 fino alle 15.30 presso il teatro del Padiglione Slow Food è prevista la conferenza dal titolo Alimentazione vegetariana e spiritualità alla quale hanno aderito relatori illustri quali Carlo Petrini (fondatore di Slow Food), Marco Ferrini (Presidente del Centro Studi Bhaktivedanta e guida spirituale di Pietro Leemann), Don Luca Bressan (Vicario episcopale per la Cultura, la Carità, la Missione e l’Azione Sociale della Diocesi Ambrosiana), Lama Paijin Tulku Rimpoche (monaco buddhista di tradizione tibetana), Simone Molteni (Direttore editoriale del Magazine di Expo Milano 2015 e Direttore scientifico di LifeGate), Gabriele Eschenazi (fondatore di The Vegetarian Chance) che racconterà la cucina vegetariana nel mondo ebraico.

Dalle ore 16 fino alle 17 presso il Padiglione di Identità Golose è stato organizzato l’incontro tra Paolo Marchi (ideatore e curatore di Identità Golose) dal titolo “L’alta cucina delle verdure: per la salute, l’ambiente e il palato” a cui partecipano Pietro Leemann, Davide Oldani, Mark Moriarty (vincitore di Young Chef San Pellegrino con un piatto vegetariano), Carlo Modonesi (docente di Ecologia Umana all’Università di Parma e Gabriele Eschenazi. Alle 20, sempre all’interno dello spazio di Identità Golose Expo, Pietro Leemann e i cuochi del suo ristorante Joia cucineranno insieme al giovane Mark Moriarty.

Leeman, lo scorso 1° settembre, in occasione della giornata in cui le religioni hanno firmato la Carta di Milano, aveva già proposto un piatto vegetariano dal nome suggestivo e “jovanottiano”, L’ombelico del mondo, un riso basmati accompagnato da un ragù di verdure cucinato con ingredienti kosher e halal e perciò adatto a tutte le religioni.

Anche da qualle che spesso rischia di diventare solo una moda, la cucina vegetariana, possono dunque arrivare importanti spunti di riflessione per il futuro del pianeta.

Diario di Expo dell’11 settembre – Dalle Torri Gemelle alla Prima Guerra Mondiale

11 settembre 2015 di fabio pizzul

Il Padiglione USA oggi ha voluto ricordare il 14° anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle con una cerimonia che ha coinvolto molti visitatori di Expo.
Domani la memoria si spingerà più indietro nel tempo, fino alla Prima Guerra Mondiale, di cui ricorre il centenario: le terre che ospitarono alcune tra le più cruente battaglie oggi propongono un esempio di stile di vita transfrontaliero dove gli abitanti, abituati storicamente a un terreno povero, pietroso e arido, sono riusciti, attraverso un’agricoltura familiare, a sviluppare una civiltà contadina autarchica che è oggi fonte di benessere e serenità, anche in tempo di austerità economica. Un territorio che, nonostante sia stato più volte devastato a causa delle vicende storiche – a cominciare dalla prima guerra mondiale – ha saputo rinascere ed è oggi in fase di rilancio turistico e valorizzazione delle colture tradizionali, sviluppate riappropriandosi del legame con la terra e i suoi frutti.
Sabato alle 16, all’auditorium di Cascina Triulza si terrà la conferenza “Il Carso non è più un inferno. Ungaretti: una risposta di pace, amore e bellezza” chiamata a illustrare pregi e virtù di un territorio che offre oggi, in particolare, uno sviluppo enologico all’insegna della tradizione, ma nella quale ha trovato terreno fertile anche la scienza.
Dei vitigni autoctoni del Carso di Castelnuovo parla anche Plinio il Vecchio, nel 77 dC: a occidente delle bocche del Timavo si maturano poche anfore di un vino “nerissimo”, “Pucinum”, che venìva spedito dal porto di Aquileia all’imperatrice Livia, moglie di Cesare Ottaviano Augusto.
Sul Carso di Castelnuovo, una piccola località goriziana, furono combattute 6 delle 12 battaglie dell’lsonzo dal 24 giugno 1915 fino ai primi di agosto del 1916, causando 300mila fra morti, feriti e dispersi tra i due schieramenti. Fu proprio qui, in questo anno di guerra, che il giovane fante Ungaretti trovò ispirazione e compose alcune delle poesie del “Porto sepolto”. ln seguito, la stessa zona si trasformò in retrovia di rifornimento e di accampamento militare per il fronte che avanzava verso Caporetto.
Il progetto del Parco Ungaretti costruito all’interno del Parco della Villa Veneta Della Torre Valsassina-Hofer-Hohenlohe, e inaugurato da Vittorio Sgarbi nel 2010, sarà illustrato dal fondatore dell’Associazione Amici di Castelnuovo, Gianfranco Trombetta. A dare il titolo alla Conferenza stampa sono proprio le parole di Ungaretti, “Il Carso non è più inferno”. Nel 1966 il poeta tornò su questa terra – cinquant’anni dopo aver combattuto su quella pietraia “Nudata dallo spavento” durante la prima guerra mondiale – scoprendola già profondamente mutata dal tempo in cui aveva composto “Il porto sepolto”, nel 1916.
Al termine, le associazioni organizzatrici offriranno a tutti i presenti una degustazione dei vini del Carso e delle Donne del Vino.

Diario di Expo del 25 agosto – Buone idee per la produzione sostenibile di cibo

25 agosto 2015 di fabio pizzul

150 proposte provenienti da 30 Paesi sparsi in tutto il mondo.
Sono i numeri del Bando per le tecnologie sostenibili e la cooperazione nel cibo e nell’agricoltura i cui vincitori verranno promiati domani, mercoledì 26 settembre dalle 14 alle 18 presso Cascina Triulza, il padiglione del Terzo Settore.
Il “Bando Internazionale Sustainable Technologies and Cooperation in Food and Agriculture & UNIDO International Award 2015”, organizzato dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) ed UNIDO Italia intendeva individuare le migliori idee nel settore dell’agribusiness al fine di promuovere miglioramenti economici e sociali nei Paesi in via di sviluppo.
Le proposte sono arrivate da centri di ricerca, startup e aziende e riguardano settori di interesse quali le energie rinnovabili per l’agricoltura, l’agroindustria, macchine per l’agricoltura, biotecnologie, aumento qualitativo della produzione agricola, gestione sostenibile delle risorse naturali e riduzione degli sprechi alimentari.

Ecco, in sintesi, i cinque progetti vincitori:
– un sistema ad energia solare per l’essiccamento di prodotti alimentari (frutta, verdura, pesce e carne) al per migliorare la loro conservazione
– una startup specializzata nella produzione e nella commercializzazione degli alimenti di origine animale tramite una rete capillare di produttori familiari rurali e peri-urbani
– un sistema che fornisce mangime di qualità, accessibile e a basso costo per l’allevamento dei bovini, parte integrante dell’economia rurale in molti Paesi
– una startup che valorizza i fichi d’India tramite un processo di lavorazione innovativo
– una serra galleggiante concepita con un sistema di coltivazione idroponica che garantisce un risparmio del 70% di acqua rispetto alle colture tradizionali.

Alla premiazione parteciperanno Giuseppe Sala (Commissario Unico Delegato del Governo per Expo Milano 2015), Pietro Giuliani (Presidente di AZIMUT), Diana Battaggia (Direttore UNIDO ITPO Italy), Gennaro Monacelli (Capo Innovazione CNH Industrial) e Cristiano Maggipinto (Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale).