Archivio categoria: Ultimissime

Il sindaco Sala a proposito del processo per la “Piastra” di Expo

5 dicembre 2017 di fabio pizzul

Rilancio una comunicazione da parte di Beppe Sala, Sindaco di Milano

Il 14 dicembre è fissata l’udienza preliminare nel procedimento relativo alla presunta retrodatazione di un atto della gara d’appalto della “Piastra” di Expo Milano 2015. Sono trascorsi più di cinque anni dai fatti che mi vengono imputati e le indagini preliminari, pur protratte per un periodo di tempo inusualmente lungo, non hanno evidenziato alcun elemento di prova idoneo a supportare l’accusa che mi viene mossa. In tanti atti è possibile leggere che mai nessuno è stato favorito, ma che l’unica finalità perseguita è stata quella di garantire il rispetto dei tempi per l’apertura dell’Esposizione Universale.
Quegli stessi fatti, del resto, erano già stati valutati come privi di rilevanza penale sia dalla Guardia di Finanza delegata alle indagini, sia dalla stessa Procura della Repubblica di Milano.
Poiché sono certo che verrà riconosciuta la mia innocenza ed è mia intenzione accelerare quanto più possibile i tempi del processo, ho dato mandato ai miei legali affinché chiedano che si proceda con giudizio immediato.
Si tratta della modalità più rapida che la legge processuale prevede per arrivare velocemente all’accertamento nel merito delle ipotesi di accusa attraverso il vaglio dibattimentale.
Da oggi il mio auspicio è che si arrivi in tempi rapidi ad accertare la verità e, quindi, la mia assoluta estraneità ai fatti contestati. Ho sempre agito per il bene comune e continuerò a farlo.

Credo che siano parole molto chiare e nette.
Non posso che apprezzare l’atteggiamento del sindaco di Milano.
Mi auguro che possa chiarirsi in via definitiva questa lunga vicenda.

“Rinascono” 7 sale milanesi, ma ci vuole ancora un po’ di pazienza

1 dicembre 2017 di fabio pizzul

Sette storiche sale cinematografiche milanesi rivivono nel nuovo spazio di CityLife di Anteo.
I nomi delle sale del nuovo Anteo, da Maestoso a Corallo, da Capitol a Mignon, riprendono le denominazioni di cinema cittadini che hanno accompagnato per decenni la passione dei milanesi per il grande schermo e che l’avvento dei multisala periferici ha accompagnato al declino.
L’operazione di Anteo è suggestiva e ambiziosa, ma c’è da pazientare ancora qualche giorno.
L’ispezione della Commissione per la sicurezza, avvenuta proprio il giorno di apertura, ha rilevato alcune non conformità rispetto al progetto presentato e non ha dato il via libera alle proiezioni.
La situazione dovrebbe essere risolta in tempi brevi, ma, in attesa della nuova ispezione, le sale rimarranno ancora chiuse.
A detta del comune la visita proprio nel giorno dell’inaugurazione è dovuta alla tardiva presentazione della richiesta di Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) da parte dell’esercente.
Al di là delle motivazioni della falsa partenza, credo che sia interesse di tutti avviare al più presto l’attività.
Ancora in bocca al lupo ad Anteo per il nuovo progetto che ha visto un investimento di oltre 2,5 milioni di euro per l’allestimento delle sale e ha consentito di garantire un posto a quasi tutti i lavoratori dell’ormai ex cinema Apollo che ha dovuto cedere il suo centralissimo spazio in piazza Liberty al nascente Apple store.
Gli appassionati di cinema milanesi hanno penato per anni, dovranno pazientare ancore qualche giorno,

E’ morto rav Giuseppe Laras

15 novembre 2017 di fabio pizzul

Con il comunicato qui sopra, è stata comunicata la scomparsa di rav Giuseppe Laras, già rabbino capo di Milano e presidente dell’assemblea rabbinica italiana.
Rav Laras ha diffuso con grande competenza e autorevolezza la cultura ebraica a Milano ed è stato protagonista indiscusso del dialogo ebraico cristiano post conciliare: a Milano, con il cardinal Martini ha scritto pagine storiche di questo cammino.
Viene a mancare una delle voci più autorevoli della cultura ebraica e dell’intera cultura italiana contemporanea.
Averlo conosciuto è stata una grazia e una ricchezza.

Ancora licenziamenti alla Nokia di Vimercate

6 novembre 2017 di fabio pizzul

Le RSU della Nokia di Vimercate hanno denunciato oggi nuovi licenziamenti:

“Dopo 3 anni dai licenziamenti di ottobre 2014, NOKIA LICENZIA ANCORA !!
Questa volta ad essere licenziati sono stati 64 lavoratori che erano in Cassa Integrazione da 1 anno .
Nokia ha licenziato senza rispettare la legge dei licenziamenti collettivi che prevede il rispetto di graduatorie che dipendono da : anzianità di servizio, carichi familiari, attività lavorativa.
Nokia invece ha licenziato tutti i lavoratori che erano in Cassa Integrazione”.

Qualche giorno fa, durante un’audizione in Commissione Attività Produttive, l’azienda aveva ridimensionato i numeri denunciati dai sindacati: i licenziati sarebbero stati al massimo una quindicina.

I numeri non tornano: i licenziati sono 64 o 15?
Credo che i sindacati calcolino nei 64 anche coloro che sono stati incentivati all’esodo e che abbiano “accettato” il licenziamento dietro il riconoscimento di almeno 18 mensilità di stipendio, oltre alla liquidazione.

Gli esuberi annunciati un anno fa erano 115; alcuni lavoratori sono stati ricollocati all’interno dell’azienda, altri sono stati incentivati all’esodo, ma per alcuni di loro non c’è stata che la via del licenziamento.
Un evidente problema sociale che fa ancora più specie se si pensa che Nokia ha ricevuto fondi pubblici per mantenere e accrescere la sua divisione Ricerca & Sviluppo a Vimercate.

La domanda è fin banale: un’azienda che ha ricevuto soldi pubblici può permettersi di licenziare?
L’azienda replica sostenendo che i fondi ottenuti grazie a un bando hanno consentito di mantenere la ricerca in Italia e di svilupparla con l’assunzione di una decina di giovani neolaureati. I tagli al personale, secondo i rappresentanti dell’azienda, non riguardano questa partita, ma la necessità di mantenere un equilibrio nei costi di produzione.

Nella “logica” di una multinazionale qualche decina di licenziamenti possono essere considerate come un inevitabile (anche se doloroso) effetto collaterale di un piano societario globale, per un territorio sono una ferita difficilmente sanabile e un dramma a cui non possiamo e non dobbiamo rassegnarci.

A questo punto, nell’autonomia trattiamo anche la Luna

28 ottobre 2017 di fabio pizzul

Leggo in un lancio di Lombardia Notizie (agenzia di stampa della Giunta regionale) quanto segue:

“Nella trattativa con il Governo c’è anche la sicurezza. Non c’è formalmente, ma io voglio ottenere anche questo. Farà parte della trattativa. Nelle 23 materie, previste dalla Costituzione, non c’è scritto sicurezza, però ci sono materie, come la Protezione Civile, che implicano anche delle conseguenze sulla sicurezza”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni a margine della visita all’azienda Ricoh di Vimercate, in provincia di Milano.

Ci risiamo.
A parte il fatto che la Ricoh è a Vimodrone, che è giustamente in provincia di Milano…
Maroni non resiste alla tentazione di annunciare cose che non si possono fare.
Se il suo atteggiamento rimarrà questo, credo che non sarà facile rimanere uniti nella trattativa.
Pur di avere un titolo sui giornali, Maroni si ostina a fare il fenomeno, salvo poi fare l’agnellino ai tavoli istituzionali.
Se dovessimo seguire la linea di Maroni, potremmo a questo punto dire che nelle trattative per l’autonomia rientra alche la Luna, visto che si specchia nella acque di Lombardia la cui gestione rientra nelle materie in discussione.
Speriamo in maggiore rigore e serietà.

La nuova legge elettorale approvata al Senato

26 ottobre 2017 di fabio pizzul

Il Senato ha approvato in via definitiva la nuova legge elettorale per la Camera e il Senato.
Vi riporto qui di seguito la descrizione della legge curata dal Servizio Studi del Senato.

La legge delinea un sistema elettorale ‘misto’, miscelando una componente maggioritaria uninominale ed una proporzionale plurinominale.
L’assegnazione di 232 seggi alla Camera (comprensivi di 1 collegio in Valle d’Aosta e 6 collegi in Trentino Alto-Adige) e di 116 seggi al Senato (comprensivi di 1 collegio in Valle d’Aosta e 6 collegi in Trentino-Alto Adige) è effettuata in collegi uninominali, in cui è proclamato eletto il candidato più votato.
L’assegnazione dei restanti seggi (ferma la specificità della disciplina per i seggi della circoscrizione Estero) avviene in collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni di liste che abbiano superato le soglie di sbarramento.
Vi sono proclamati eletti i candidati della lista del collegio plurinominale secondo l’ordine di presentazione, nel limite dei seggi cui la lista abbia diritto.
La legge così dismette lo strumento del premio di maggioranza (presente nella legge n. 270 del 2005, tuttavia colpito da declaratoria di illegittimità incostituzionale per l’assenza di una “ragionevole soglia di voti minima per competere all’assegnazione del premio”, ebbe a rilevare la Corte costituzionale; nonché nella legge n. 52 del 2015, e sopravvissuto alla declaratoria di incostituzionalità che ha travolto il secondo turno di ballottaggio lì previsto).
La legge ripristina una configurazione ‘mista’ del sistema elettorale, la quale fu vigente altresì tra il 1993 e il 2005. Tuttavia diversa è la composizione del mix di maggioritario uninominale e proporzionale plurinominale.
La cosiddetta ‘legge Mattarella’ si ebbe la prevalenza della componente maggioritaria uninominale (pur con il temperamento allora costituito dal cd. ‘scorporo’, totale per il Senato, parziale per la Camera dei deputati), impiegata per l’assegnazione del 75 per cento dei seggi.
Adesso di contro si prospetta, da parte del disegno di legge, la prevalenza della componente proporzionale plurinominale, giacché l’altra maggioritaria uninominale complessivamente vale per l’assegnazione del 36,8 per cento dei seggi.

Referendum per l’autonomia – Il Veneto sorpassa la Lombardia

23 ottobre 2017 di fabio pizzul

Al momento non è ancora disponibile un dato definitivo sul referendum di ieri.
L’ultima nota ufficiale della Regione è delle 3 del mattino (la vedete qui sotto), ma i dati sono ancora provvisori.
Una cosa pare certa: il Veneto ha superato in tutto la Lombardia.
Maroni cede a Zaia lo scettro di leader del Nord.
Un bel risultato politico per la regione guida del nostro Paese.
Forse i lombardi ora si accorgeranno della mediocre gestione di Maroni in questi anni di governo della Lombardia.
Rimando le riflessioni più puntuali sul risultato del referendum a quando avremo i dati definitivi.

Se si riparla di primarie per la Lombardia…

17 ottobre 2017 di fabio pizzul

Apprendo che torna in campo l’ipotesi delle primarie regionali. Mdp chiede in tal senso la disponibilità di Roberto Cornelli. Per parte mia, continuo a ritenere le primarie la strada maestra per rafforzare la leadership e allargare la partecipazione dei cittadini. In coerenza con quanto sempre dichiarato e in risposta a coloro che mi chiedono di mettermi in gioco, confermo la mia disponibilità alla candidatura per rendere più ampia la partecipazione e più articolata la proposta. Resta al PD la decisione finale su se e come fare le primarie e ad essa non farei mancare il mio sostegno.