Archivio categoria: Lombardia 2018

Brescia: in ascolto delle ricchezze della Lombardia “periferica”

1 giugno 2017 di fabio pizzul

Nella sala intitolata a Mino Martinazzoli in quella che fu la sede del Partito Popolare e della Margherita, ora casa dell’associazione “X giornate”, si è tenuta la tappa di Brescia de “La mia Lombardia”.

Guidati da Carlo Muzzi del “Giornale di Brescia”, hanno offerto il loro contributo di riflessione il collega consigliere regionale PD Gianni Girelli, la vice-presidente delle Acli bresciane Stefania Romano e l’europarlamentare PD Luigi Morgano.

Dalla discussione è emerso, una volta di più, un dato evidente riguardo i rapporti tra Milano e il resto della regione: spesso si è incapaci di leggere e ascoltare le “periferie” lombarde.
Pare evidente, soprattutto tra gli amministratori di centro-sinistra, una difficoltà a ragionare di fronte a slogan e polemiche che colpiscono la pancia dei cittadini e paiono avere l’unico obiettivo di dividere le persone.
Le ultime consultazioni elettorali hanno consegnato dati che parlano molto chiaramente di frattura tra città e territori: bisogna riattivare un dialogo autentico tra centro e territori e tra questi ultimi..
Le “periferie” hanno grandi ricchezze che andrebbero valorizzate, in esse non c’è solo marginalità.
La prima vera alleanza necessaria alla Lombardia è quella tra amministrazione regionale e cittadini dei diversi territori.
E’ responsabilità di chi amministra non nascondere le povertà che esistono anche in Lombardia.
Equità e giustizia devono essere i fari per una visione più concreta e realistica della regione.
Le difficoltà non mancano, ma vanno interpretate assieme per trovare risposte concrete.
La Lombardia è sempre stato in grado di spendere tutti i fondi strutturali dell’UE che aveva a disposizione, ma sarebbe interessante capire se li ha spesi nel modo migliore: i fondi europei dovrebbero servire per superare le debolezze di un sistema regionale, non per finanziare le politiche ordinarie.
La legalità rimane una sfida essenziale per la Lombardia, ma puntando solo su questo tema il PD ha perso le elezioni del 2013: non basta proclamare la legalità, bisogna proporre fatti concreti.
In Lombardia viviamo un evidente problema legato a un individualismo strisciante che si accoppia con un relativismo dilagante: si tratta di veri e propri virus che minano fin dalle sue basi la coesione sociale che ha sempre caratterizzato i nostri territori.

Brianza, una terra di concretezza e relazioni

31 maggio 2017 di fabio pizzul

Nello splenedido scenario della Villa Reale si è svolta la tappa monzese del tour lombardo de “la mia Lombardia”.
Vi riassumo alcune delle questioni emerse durante il dibattito organizzato dalla collega consigliera Laura Barzaghi e animato dagli interventi di Renato Mattioni e Gigi Ponti, coordinati dalla giornalista Maria Teresa Antognazza.

Alla Brianza serve macinare cose concrete tutti i giorni con costanza e capacità di lavorare assieme.
La Brianza insegna al Paese intero come coniugare concretezza, sogno e impresa.
se il modello economico del Centro Italia nasce dalla solitudine della mezzadria, quello brianzolo nasce dalle piccole-medie imprese che si basano sull’intensità del lavoro e su un reddito accessorio che deriva dalla piccola agricoltura. Il mix vincente è completato dall’attività che portò alla costruzione delle ville di delizia dei nobili milanesi e alla loro gestione.
Il territorio brianzolo è segnato in positivo dalla capacità di spendersi per se stessi e per gli altri.
I comuni del territorio vogliono lavorare assieme e fare rete, non certo chiudersi in casa propria come vorrebbe qualcuno.
Si cerchi collaborazione con gli alri livelli istituzionali più che una sterile ed ostentata autonomia.
Gli enti locali in questi anni hanno fatto tutto il possibile per non lasciare indietro nessuno.
E’ ora di finirla con l’idea che un amministratore vale l’altro: non tutti fanno le stesse cose, c’è chi lavora per fare rete e si mette in ascolto dei bisogni dei suoi concittadini e chi lavora solo per dividere.
La Lombardia ha sempre dimostrato un deficit di classe dirigente.
All’autocompiacimento per i propri successi la Lombardia non ha fatto corrispondere una capacità di innovare e guardare al futuro: ci si è limitati a svolgere bene il lavoro consueto.
La politica deve essere anche passione e racconto, non può limitarsi a gestire il potere.
La politica lombarda rischia di non avere nulla da raccontare e rimane quindi succube della gestione dell’ordinario.
Anche i territori della regione hanno bisogno di raccontarsi e di recuperare una dimensione simbolica che possa rilanciarli.
Negli ultimi anni la regione, attraverso il sistema dei voucher ha trasferito risorse direttamente ai cittadini, ma queste finisco per essere risorse sottratte alla rete dei servizi sociali del territorio.
Federalismo collaborativo e sussidiarietà orizzontale tra enti locali possono essere chiavi di lettura per sanare fratture economiche e sociali ce ormai interessano tutti i territori della Lombardia.

Lecco: più ascolto del territorio e più coraggio nell’innovazione

30 maggio 2017 di fabio pizzul

Dalla tappa lecchese di “La mia Lombardia”, organizzata in collaborazione con il collega consigliere Raffaele Straniero, condotta dal giornalista Marco Deriu e arricchita dal contributo del sindaco del capoluogo Virginio Brivio e del direttore di ConfApi Lombardia Mauro Gattinoni, sono arrivate alcune osservazioni sull’attuale gestione amministrativa della Lombardia:

– Negli ultimi anni sono mancati velocità e pragmatismo nell’attuazione di legge che potevano avere anche degli aspetti postivi
– Non abbiamo riscontrato nella Giunta capacità di ascolto del territorio e immediatezza di risposta
– La Lombardia si è sempre messa di traverso riguardo la possibilità di riorganizzare le autonomie locali
– In questi anni la regione ha saltato i comuni per puntare a relazioni dirette con i portatori di interessi sul territorio
– Anche se ha tutti i numeri per dire la sua, sull’innovazione la Lombardia non si è vista

Non sono mancate autocritiche in casa PD:
– Quattro anni fa si è cercato il candidato perfetto per riempire un vuoto di strategie e idee che è stato poi fatale
– Per la prossima sfida a Maroni, il fattore tempo sarà determinante; è necessario muoversi per tempo per giocare davvero la partita

Un sasso nello stagno… lombardo

24 maggio 2017 di fabio pizzul

Arcipelago Milano, settimanale on-line milanese di cultura e politica diretto da Luca Beltrami Gadola, pubblica oggi una recensione del volume “La mia Lombardia” che, per il momento, ho pubblicato in self-publishing. Autore dell’articolo è Pier Vito Antoniazzi, da anni attento osservatore e frequentatore della politica milanese e lombarda.
Ringraziando per l’attenzione e per la provocazione lanciata in vista del non lontano appuntamento elettorale lombardo, vi indico il link e vi rimando alla lettura dell’articolo.

La Lombardia è scalabile dal centrosinistra?

La Valtellina chiede più attenzione, oltre le parole

8 maggio 2017 di fabio pizzul

Nel corso della presentazione de “La mia Lombardia” a Sondrio ho ricevuto alcune sollecitazioni dai presenti riguardo le esigenze del territorio e i suoi rapporti con la regione.
Riporto qui di seguito i principali punti emersi per lasciarne traccia e consentire a chi lo volesse di approfondirli inviandomi ulteriori sollecitazioni dal territorio.
continua a leggere »