Candy: “fatti, non parole”!

3 luglio 2018 di fabio pizzul

I lavoratori della Candy di Brugherio guardano con preoccupazione alla scadenza del 23 settembre. In quella data si conclude il contratto di solidarietà che coinvolge 504 lavoratori della fabbrica e 176 amministrativi. L’azienda ha dichiarato 285 esuberi su 873 dipendenti.
Non è facile dire che cosa accadrà dal 24 settembre.

C’è un’ipotesi di riduzione dell’orario di lavoro da 40 a 24 ore settimanali, compensata da alcuni incentivi salariali, ma c’è anche la possibilità, che possa venire concessa una Cassa Integrazione Straordinaria per ulteriori 12 mesi .
Dopodomani, 5 luglio, ci sarà un incontro in Regione Lombardia per valutare che cosa sarà possibile fare per scongiurare i licenziamenti e garantire nuovi ammortizzatori sociali.
Rimane il fatto che la Candy, ormai da più di 10 anni, ha preferito investire in stabilimenti in Turchia e in Cina ottenendo dei significativi risultati in termini di incremento di quote di mercato, soprattutto in Europa.
Occorre interrogarsi seriamente sul futuro dello stabilimento di Brugherio e capire come Regione Lombardia possa, assieme allo Stato, mettersi al fianco dell’azienda per far sì che la produzione residua (solo 8% di quanto il gruppo produce) venga mantenuta a Brugherio e, se possibile, incrementata, magari all’insegna degli investimenti in innovazione nell’ottica della Manifattura 4.0.
Il tema è stato sollevato oggi nell’aula del Consiglio regionale da un’interpellanza promossa dal Movimento 5 Stelle, il cui leader siede proprio al Ministero per lo Sviluppo Economico.
Mi auguro che Regione Lombardia e il Governo possano davvero muoversi in sintonia per creare condizioni favorevoli a nuovi investimenti della Candy a Brugherio.
Per ora, a Roma come a Milano, l’inizio di legislatura si è sviluppato con molte parole e pochi provvedimenti concreti, spero che la tendenza si possa presto invertire e che alle parole seguano i fatti, anche sulla vicenda della Candy di Brugherio.
Mutuando un vecchio slogan pubblicitario di un concorrente della Candy, è proprio il caso di dire: “Fatti, non parole”.

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