I 70 anni UISP e le nuove sfide dello sport

14 maggio 2018 di fabio pizzul

Nello scorso week end la UISP, Unione Italiana sport per tutti, ha celebrato a Milano i suoi 70 anni di attività.
Una due giorni fatta di sport e riflessioni sullo sport: centinaia di ragazzi si sono sfidati in diverse discipline sui campi del Quanta Village, mentre i dirigenti dell’associazione hanno ricordato i 7 lunghi decenni di attività e delineato le strategie per il futuro.

Guardando avanti, sono emerse alcune priorità strategiche per l’UISP che mi permetto di riassumere schematicamente.
Trattenere i giovani in uscita dal sistema sportivo per arginare il vero e proprio esodo di preadolescenti e adolescenti dalla pratica sportiva.
Promuovere innovazione nello sport.
Lavorare sulla cultura dello sport.
Affrontare il tema della povertà che ormai non è solo economica, ma sociale: come far sì che i poveri facciano attività fisica e sport?
No a una UISP che diventi solo un’organizzazione che fornisce servizi.
Vigilare su se stessi e la propria organizzazione e denunciare le storture dello sport.
Portare a termine l’autoriforma dell’associazione già avviata in questi anni.
In Italia ci sono 23 milioni di sedentari e 4 milioni e mezzo di sportivi: è necessario riprendersi la piazza, il condominio, con mediatori sociali che facciano muovere le persone in strada.
Non si può trascurare il fronte della giustizia sociale, sempre più urgente offrire attività gratuita.

Spunti importanti per l’associazione, ma in generale per l’intero mondo dello sport.
Auguri, allora, all’UISP per i suoi primi 70 anni con l’auspicio che possa continuare nella sua preziosa opera di promozione dello sport nei luoghi del bisogno e della marginalità e che si qualifichi sempre più come protagonista nella promozione di benessere e salute attraverso lo sport.

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