Il trasporto ferroviario lombardo tra politica, nomine e finanza

26 aprile 2018 di fabio pizzul

La giunta regionale ha designato I suoi rappresentanti nel cda di FNM. I nomi indicati sono quelli di Andrea Gibelli, Gianantonio Arnoldi, Giuseppe Bonomi, Tiziana Bortot e Francesca Landillo. Per la nomina di presidente del Consiglio di Amministrazione di FNM Spa è stato indicato Andrea Gibelli.
Credo sia una conferma della totale sudditanza politica del presidente Fontana e della sua giunta.

Secondo una logica puramente spartitoria sono stati indicati nomi di chiara matrice politica, senza tenere in alcun conto elementi per noi decisivi come competenza e indipendenza. FNM dovrebbe garantire il funzionamento dei treni più che soddisfare esigenze partitiche di collocazione di fedelissimi, magari rimasti fuori da altre partite. Abbiamo osato sperare che ci potesse essere spazio per persone di comprovata esperienza nel settore che potessero portare un briciolo di indipendenza nel board di una delle società più strategiche della galassia regionale, ci ritroviamo in pieno clima da occupazione politica delle poltrone.
Auguriamo buon lavoro ai nuovi amministratori a cui, nonostante quella che riteniamo una falsa partenza, non faremo mancare la nostra collaborazione, nella speranza che la volontà di essere vicino ai pendolari manifestata a parole dal presidente Fontana si trasformi in atti concreti di governance: dalle operazioni finanziarie (talvolta incomprensibili) speriamo si passi a un’effettiva attenzione alle esigenze di chi utilizza il treno in Lombardia.

Il segretario lombardo della Lega Grimoldi si è subito lanciato in una difesa d’ufficio dichiarando baldanzoso:
“Sorprende come sempre l’impreparazione dei rappresentanti di spicco del Pd in Lombardia; sorprende che il Pd che ieri concordava con Attilio Fontana, quando il governatore lombardo rimarcava che i bilanci in ordine fanno piacere, ma la
priorità è la puntualità del servizio ferroviario, oggi faccia confusione e non sappia distinguere tra Ferrovie Nord Milano e una delle sue società, Trenord, criticando la proposta di nomina della Regione Lombardia di confermare a Fnm il presidente uscente Andrea Gibelli”.
Spiega ancora Grimoldi, “ricordiamo al Pd che Gibelli da presidente di Fnm vanta un utile record del consolidato di Fnm di
34.991.000 euro, ovvero il 34% in più rispetto all’anno precedente, che ha eseguito tagli a parità di perimetro dei costi di gestione del 10%, oltre al fatto che a partire dal 15 gennaio, dall’approvazione del piano strategico, il titolo ha registrato un +104,56%. Bastano – conclude – questi numeri per continuare con Gibelli il buon governo di FNM?”.

Il deputato leghista dovrebbe sapere che buona parte dei disagi e dei ritardi sulla circolazione dei treni lombardi è dovuta a problemi di una rete che è sempre più vetusta e inadeguata ed è di responsabilità diretta di Ferrovie Nord. Quanto al bilancio in ordine, nessuno lo discute, ma è totalmente dovuto al canone versato da Trenord per l’utilizzi della rete. Trenord, tra l’altro, tenta quotidianamente di far funzionare treni spesso malandati (per ritardi negli investimenti dei due soci, ovvero Trenitalia e FNM) e circolanti su un’infrastruttura non adeguata (la rete è parte di proprietà RFI e parte di FNM).
Non si capisce poi perché Grimoldi difenda il solo Gibelli, perché l’ex deputato e assessore regionale leghista non è certo l’unico dei designati ad avere un forte imprinting politico.
Per quanto mi riguarda, ribadisco le perplessità sulle modalità della scelta e mi auguro che i nuovi amministratori sappiano garantire che i conti quadrino non gravando sulle spalle e sulla pazienza dei pendolari, ma offrendo loro un servizio adeguato.

Un commento su “Il trasporto ferroviario lombardo tra politica, nomine e finanza

  1. Paolo Giuseppe Confalonieri

    I ritardi e le soppressioni giornaliere (basta sentire Radio Popolare la mattina presto) denotano purtroppo l’inadeguatezza di Trenord nel rispettare il contratto di servizio. Questi i fatti.

    Replica

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