Pensieri prima del voto

2 marzo 2018 di fabio pizzul

Finisce la campagna elettorale. Tra qualche ora toccherà ai cittadini scegliere.
Sono mancate le grandi idee, non certo le polemiche, in settimane caratterizzate soprattutto da una forte personalizzazione del dibattito con leader che paiono aver recitato un copione prestabilito più che agito un confronto vero e proprio.
Per quanto mi riguarda, vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno dato una mano, soprattutto in questi ultimi giorni, dopo che, a causa di un incidente in moto, sono stato ricoverato per un intervento al femore.

Proverò anche l’esperienza del voto in ospedale, dove mi tratterranno fino a lunedì mattina, anche se sono già autonomo e in discreta forma, pur non potendo caricare il peso sulla gamba operata. E’ ora fondamentale proprio ribadire l’importanza del voto: troppi cittadini non lo considerano rilevante, preferendo ritirarsi in un privato pieno di lamenti e rancore. Chi non partecipa ha sempre torto e lascia ad altri decidere sul proprio futuro.

Personalmente voterò PD, convinto che sia il partito in grado di garantire maggiore affidabilità per governare sia a livello nazionale sia a livello regionale.
Famiglia e lavoro sono le tematiche fondamentali della proposta di un partito plurale, che non nasconde il proprio dibattito interno e che non può essere semplicisticamente ridotto al “partito di Renzi”.
L’esito del voto non sarà indifferente per stabilire se e come sarà possibile formare un governo e toccherà al presidente Mattarella accompagnare una fase che si annuncia molto delicata. Le ambizioni degli aspiranti premier, Di Maio per i 5 Stelle e Salvini o Tajani per un centro-destra ancora sotto l’egida di Berlusconi, dovranno fare i conti con le scelte dei cittadini. Quanto al PD, metterà a disposizione del Presidente della Repubblica la sua squadra, guidata dal segretario Renzi e forte di grandi competenze ed esperienza, a partire dall’attuale Presidente del Consiglio Gentiloni.
In Lombardia la situazione sarà invece chiara fin da subito: il candidato presidente che prenderà un voto più degli altri guiderà la regione nei prossimi 5 anni.
La partita è tra il candidato dei centrodestra Attilio Fontana e quello del centrosinistra Giorgio Gori.
Fontana rappresenta la continuità con una gestione che, negli ultimi anni, non ha brillato e si è limitata a gestire l’ordinaria amministrazione di una Lombardia che ha segnato il passo e non è stata in grado di rilanciare economia e società, approfondendo le forti diseguaglianze causate dalla crisi degli scorsi anni: libertà di scelta e mercato sono ormai slogan che hanno fatto il loro tempo e non offrono reali prospettive di futuro per una regione sempre più opaca e frastornata.
Giorgio Gori rappresenta invece una significativa novità per una Lombardia che ha bisogno di cambiare e di rilanciare un nuovo modello di sviluppo che metta al centro i diversi territori e la ricchezza sociale ed economica di cui sono capaci. La Lombardia non può permettersi di avere ancora il respiro corto di chi si illude che possa bastare a se stessa illudendosi di poter così conservare un benessere che, se non rilanciato e rinnovato, è destinato a consumarsi. Il centrosinistra ha le carte in regola per rilanciare una Lombardia affaticata e impaurita.
Per questo chiedo ancora la vostra fiducia e mi auguro di poter condividere il cammino regionale della prossima legislatura con tanti ottimi candidati che trovo nelle liste del centrosinistra delle diverse province.

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