Il compitino della Lombardia sui tirocini

19 gennaio 2018 di fabio pizzul

La Giunta regionale ha approvato i nuovi indirizzi per lo svolgimento di tirocini in Lombardia. Un atto che arriva con un ritardo di sei mesi rispetto alla scadenza prevista e che non ha neppure potuto contare sul parere della commissione consiliare competente (la IV – Attività Produttive), visto che nell’ultima seduta utile la maggioranza non è riuscita a garantire il numero legale per il voto in commissione. Una vera assurdità, perché ha impedito la presentazione di qualsiasi osservazione al testo proposto dalla Giunta.
Gli indirizzi hanno alcune novità interessanti, ma anche alcune evidenti storture.
Dalla regione che ospita il maggior numero di tirocinanti ci si poteva aspettare qualcosa di meglio.

I nuovi indirizzi pongono un limite di sei mesi che può essere prorogato a dodici nel caso di mansioni particolarmente qualificate (ma il limite di queste è molto lasco e troppo “basso” – EQF 2 e 3 6 mesi, EQF 4 fino a 12).
Quanto al compenso, si parla di 500 € mensili, al lordo delle eventuali ritenute fiscali, riducibile a euro 400 mensili qualora si preveda la corresponsione di buoni pasto o l’erogazione del servizio mensa. Se l’attività non implica un impegno giornaliero superiore a 4 ore, il compenso minimo scende a euro 350 euro mensili; qualora il soggetto ospitante sia una Pubblica Amministrazione si applica un’indennità di partecipazione forfettaria minima di 300 euro mensili (con buoni pasto in caso di impegno giornaliero superiore alle 5 ore).
Positivo anche il fatto che gli indirizzi impongano al tutor una verifica quindicinale dell’andamento del tirocinio.
indirizzi in materia di tirocini – gen 2018

Il documento è frutto di un complicato confronto tra la Giunta l parti sociali e può essere definito un punto di equilibrio.
Personalmente, pur riconoscendo il valore del percorso di confronto effettuato, credo che siamo ancora al di sotto di quello che dovrebbe essere il giusto modo di intendere un tirocinio.
Credo, infatti che la durata di un anno sia davvero eccessiva e che il compenso sarebbe dovuto essere uguale tra pubblico e privato e innalzato almeno a 800 € (come ha fatto il Lazio), così da esplicitare ancora di più il fatto che il tirocinio non può in nessun caso essere considerato come un’occasione per avere dei lavoratori a buon mercato.
Proprio per questo, come PD avevamo presentato delle osservazioni in Commissione IV, ma l’assenza della maggioranza non ci ha neppure consentito di discuterle.
Nelle nostre osservazioni esprimevamo la necessità di:
– parificare l’indennità prevista per le Pubbliche Amministrazioni a quella delle imprese private, almeno nel caso in cui l’attività di tirocinio implichi un impegno giornaliero superiore alle 6 ore.
– innalzare l’importo minimo dell’indennità ad 800 euro mensili, al lordo delle eventuali ritenute fiscali, riducibili a 700 euro mensili qualora si preveda la corresponsione di buoni pasto o l’erogazione del servizio mensa. Nel caso poi l’attività di tirocinio implichi un impegno giornaliero non superiore alle 4 ore, l’importo minimo sarà pari a 500 euro mensili.
– eliminare la non cumulabilità tra tirocini curricolari ed extracurricolari, fatti salvi quelli relativi all’alternanza scuola/lavoro.
Avevamo, inoltre, evidenziato anche due questioni di metodo evidenziando come fosse urgente:
– Potenziare il numero, le misure ed il personale regionale impiegato nelle attività di vigilanza e controllo in ordine alla corretta qualificazione dei rapporti di tirocinio.
– Prevedere forme di incentivo volte al potenziamento del personale impiegato nei soggetti promotori che sono tenuti a garantire la regolarità e la qualità del tirocinio, ed in particolare nelle Università (dove attualmente si parla di una persona che deve seguire fino a 400 tirocini).

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