Chiesa dalle genti: domande sulle paure dell’oggi

15 gennaio 2018 di fabio pizzul

La diocesi di Milano ha dato inizio ieri al sinodo minore dedicato alla “Chiesa dalle genti”. Si tratta di un percorso di confronto e consultazione che dovrà consentire all’Arcivescovo mons. Mario Delpini di stabilire come la chiesa ambrosiana debba rispondere alle sollecitazioni che giungono da una comunità cristiana sempre più eterogenea e multiculturale.
Domande serie e complesse alle quali non ci si può sottrarre per non banalizzare la paura che ci interpella ormai quotidianamente.

Così si legge nel documento preparatorio: ”La paura è reale: per noi italiani, emigranti fino all’altro ieri e tornati a emigrare in questi ultimi anni, è la paura di vedere vacillare quel margine di sicurezza e benessere faticosamente conquistato; è la paura di vedere sventolare davanti ai propri occhi la condizione in cui potremmo ricadere, se condividiamo benessere e sicurezza con altri. (…) La paura non va banalizzata, né sottovalutata: soprattutto nel suo potere aggregante contro qualcuno o qualcosa. La paura va accolta, compresa e, attraverso la conoscenza e la consapevolezza, va attraversata e lentamente superata”.

Il sinodo non intende proporre un confronto sui migranti o sui profughi, mira piuttosto a sviluppare una riflessione su come è cambiata la comunità dei credenti attraverso la presenza stabile e di lungo periodo di persone provenienti da realtà geografiche e culturali diverse e le sollecitazioni delle nuove trasformazioni culturali e tecnologiche.
L’Arcivescovo ha esplicitato chiaramente la domanda a cui il sinodo è chiamato a rispondere: “La secolarizzazione e l’emarginazione del pensiero di Dio e della vita eterna, la situazione demografica, l’evoluzione della tecnologia, la problematica occupazionale, la liquidità dei rapporti affettivi, l’interazione tra culture, etnie, tradizioni religiose e tanti altri aspetti contribuiscono a rendere complessa la domanda: come deve essere la nostra Chiesa per essere fedele alla volontà del suo Signore qui e oggi?”
La responsabilità di indicare nuove strade per la diocesi, secondo mons. Delpini, non può che essere condivisa: “tutti devono sentire una precisa responsabilità nell’edificare la casa di Dio, la Chiesa: anche se parlano altre lingue in modo più sciolto dell’italiano, se celebrano feste e tradizioni più consuete in altri Paesi che nelle nostre terre, se amano liturgie più animate e festose di quelle abituali nelle nostre chiese, non per questo possono sottrarsi alla responsabilità di offrire il loro contributo per dare volto alla Chiesa che nasce dalle genti”.
Fino all’inizio di aprile, tutti sono invitati all’incontro e al confronto, per poi far avere le proprie riflessioni alla Commissione sinodale. Ne discuteranno anche il Consiglio presbiterale diocesano (13 febbraio) e il Consiglio pastorale diocesano (24-25 febbraio), ma chiunque può inviare le sue riflessioni secondo le indicazioni presenti nell’apposita sezione del sito della diocesi.

La Chiesa dalle genti

Si può scaricare il documento preparatorio al seguente link

scarica il documento: “Chiesa dalle genti – responsabilità e prospettive”

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